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Recensione su L'ultimo terrestre

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Gipi, da fumettista a regista / 18 maggio 2014 in L'ultimo terrestre

Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, famoso fumettista (recentemente anche candidato al Premio Strega), decide nel 2011 di cimentarsi nel campo della regia cinematografica. Il risultato del suo primo lavoro è questo “L’ultimo terrestre”, film particolare che gioca ad ipotizzare rapporti e situazioni che si verrebbero a creare tra gli esseri umani quando questi si vedranno annunciato il tanto insperato incontro con una civiltà sconosciuta che piove letteralmente dal cielo. Il tutto è raccontato dal punto di vista di Luca Bertacci (un bravo Gabriele Spinelli), giovane cameriere di un bingo, incapace di socializzare decentemente e afflitto da vari disturbi (come una misoginia non troppo velata e l’incapacità di legarsi normalmente ad una compagna).
Un po’ figlio di quel District 9 di Blomkamp, L’ultimo terrestre si mette in mostra per il modo in cui descrive i suoi personaggi, ognuno caratterizzato egregiamente, e per la sua messa in scena ben curata e particolare, che ricrea un’atmosfera che sintetizza perfettamente l’onirico e il racconto psicologico.

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