Recensione su L'ultimo samurai

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Più che buono / 19 Febbraio 2017 in L'ultimo samurai

1876. Nathan Algren (Tom Cruise), ex capitano dell’esercito USA durante la guerra civile, è un alcolizzato ed è profondamente segnato dalle battaglie e dai crimini dei quali è stato testimone diretto. Viene incaricato da un amico di recarsi in Giappone per addestrare l’esercito dell’impero giapponese in quella che dovrà essere l’ultima battaglia per eliminare i samurai e affrettare ulteriormente una modernizzazione, dopo tanti secoli di guerre e lotte. Algren addestra i militari, ma il loro esercito è composto da povera gente, contadini, insomma, tutt’altro che guerrieri. Su pressione dei generali, il gruppo viene mandato ad attaccare i samurai: come previsto, vengono sopraffatti. Algren resta da solo e viene fatto prigioniero da essi, ma il loro leader, Katsumoto (Ken Watanabe) resta impressionato dalla testardaggine e dal coraggio dell’avversario decidendolo di risparmiarlo. Algren allora inizia a vivere con loro e apprende lo stile di vita e di lotta samurai. Cosa principale, decide di schierarsi con loro contro l’esercito dell’imperatore… Un film decisamente ben realizzato e recitato, che ha forse come unico difetto, anche se un po’ pesante, di essere un po’ troppo lungo e in qualche parte fermo. Tuttavia ci si rifà ampiamente grazie anche alle spettacolari ambientazioni, ai bei combattimenti e ad una storia comunque in fin dei conti più che interessante. Come sempre, bravissimo Cruise, ma molto bravi anche i vari attori nipponici coinvolti in questo film.

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