Recensione su L'ultimo samurai

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America in Giappone / 15 Marzo 2013 in L'ultimo samurai

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un bel film anche se non ho apprezzato il poco approfondimento nella cultura giapponese; per esempio il seppuku viene spiegato in maniera molto veloce ed approssimativa, tralasciando tutto il profondo significato che c’è dietro relegandolo ad una semplice frase sull’onore ed è un peccato perché la battaglia finale avrebbe un maggiore impatto emotivo, a mio parere, se lo spettatore fosse al corrente di tutta la spiritualità e senso d’onore che c’è dietro quel gesto.
Ci sono ben poche spiegazioni riguardo una cultura così diversa dalla nostra, non basta una poesia sulla perfezione dei fiori per mostrare la profondità di un popolo, è per questo che non amo i film americani ambientati in Giappone o in Cina, si dà troppo spazio al tentativo di intrattenere lo spettatore con scene di combattimenti epici e pochissimo spazio alla poesia che permea certi contesti (per quanto io non sia affatto un amante della cultura giapponese e cinese, sono consapevole che ogni cosa per loro è piena di poesia ed arte, persino – appunto – le battaglie) ed è un peccato che un film del genere ne venga quasi privato. Come se gli spettatori non fossero in grado di provare emozioni profonde senza la scena di una guerra che risulta essere più un suicidio, accompagnata da una musica bellissima (bellissima davvero, mio dio, Zimmer hai fatto centro!) e tutta una carrellata di gesti, frasi ed espressioni strappalacrime tipico dei film americani da grandi numeri.

Nonostante tutto lo reputo comunque un bel film, guardabile, per un grande pubblico.
Per il 7 ha contribuito The way of the sword, ehh lo so ma è troppo bella 😀 l’ho aspettata per tutto il film ma, come immaginavo, l’hanno usata soltanto per la fine e vabbè…

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