2003

L'ultimo samurai

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L'ultimo samurai
L'ultimo samurai

Giappone, 1870. Il Capitano Woodrow si trova nel Paese del Sol Levante dopo aver accettato un particolare incarico: addestrare il primo esercito regolare del Paese. Fino a quel momento, infatti, la sicurezza dei territori era affidata ai padroni dei feudi, gli shogun, che avevano alle loro dipendenze infallibili guerrieri, i samurai. L'Imperatore intende sconfiggere con l'esercito gli ultimi guerrieri rimasti per avere il controllo completo del Giappone, ma quando Woodrow entra in contatto con la cultura dei samurai ne viene a tal punto affascinato da volgersi contro i propri committenti.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Last Samurai
Attori principali: Tom CruiseKen WatanabeWilliam AthertonChad LindbergBilly ConnollyTony Goldwyn, Shichinosuke Nakamura, Koyuki, Timothy Spall, Togo Igawa, Scott Wilson, Shun Sugata, Shin Koyamada, Hiroyuki Sanada, Masato Harada, Masashi Odate, John Koyama, Satoshi Nikaido, Shintaro Wada, Sosuke Ikematsu, Aoi Minato, Shoji Yoshihara, Seizô Fukumoto, Ray Godshall Sr., Kosaburo Nomura IV, Takashi Noguchi, Noguchi Takayuki, Sven Toorvald, Yuki Matsuzaki, Mitsuyuki Oishi, Jiro Wada, Hiroshi Watanabe, Yusuke Myochin, Hiroaki Amano, Kenta Daibo, Koji Fujii, Makoto Hashiba, Shimpei Horinouchi, Takashi Kora, Shane Kosugi, Takeshi Maya, Seiji Morita, Lee Murayama, Takeru Shimizu, Shinji Suzuki, Hisao Takeda, Ryoichiro Yonekura
Regia: Edward Zwick
Sceneggiatura/Autore: John Logan, Edward Zwick, Marshall Herskovitz
Colonna sonora: Hans Zimmer
Fotografia: John Toll
Costumi: Ngila Dickson
Produttore: Tom Cruise, Edward Zwick, Marshall Herskovitz, Paula Wagner, Scott Kroopf, Tom Engelman, Ted Field, Richard Solomon, Vincent Ward, Charles Mulvehill
Produzione: Giappone, Usa, Nuova Zelanda
Genere: Orientale, Azione, Drammatico, Guerra, Storia
Durata: 154 minuti

Più che buono / 19 Febbraio 2017 in L'ultimo samurai

1876. Nathan Algren (Tom Cruise), ex capitano dell’esercito USA durante la guerra civile, è un alcolizzato ed è profondamente segnato dalle battaglie e dai crimini dei quali è stato testimone diretto. Viene incaricato da un amico di recarsi in Giappone per addestrare l’esercito dell’impero giapponese in quella che dovrà essere l’ultima battaglia per eliminare i samurai e affrettare ulteriormente una modernizzazione, dopo tanti secoli di guerre e lotte. Algren addestra i militari, ma il loro esercito è composto da povera gente, contadini, insomma, tutt’altro che guerrieri. Su pressione dei generali, il gruppo viene mandato ad attaccare i samurai: come previsto, vengono sopraffatti. Algren resta da solo e viene fatto prigioniero da essi, ma il loro leader, Katsumoto (Ken Watanabe) resta impressionato dalla testardaggine e dal coraggio dell’avversario decidendolo di risparmiarlo. Algren allora inizia a vivere con loro e apprende lo stile di vita e di lotta samurai. Cosa principale, decide di schierarsi con loro contro l’esercito dell’imperatore… Un film decisamente ben realizzato e recitato, che ha forse come unico difetto, anche se un po’ pesante, di essere un po’ troppo lungo e in qualche parte fermo. Tuttavia ci si rifà ampiamente grazie anche alle spettacolari ambientazioni, ai bei combattimenti e ad una storia comunque in fin dei conti più che interessante. Come sempre, bravissimo Cruise, ma molto bravi anche i vari attori nipponici coinvolti in questo film.

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Il fascino del Giappone / 29 Gennaio 2015 in L'ultimo samurai

Trovo che sia un film ben fatto: si respira la cultura giapponese, la loro disciplina, il diverso dell’Oriente rispetto all’Occidente che lo rende affascinante e rispettoso. E’ un film in cui il protagonista matura, cerca il suo destino, l’equilibrio e la pace con se stesso e tutto ciò che aleggia intorno ai samurai è perfettamente adatto. Proprio nel ritmo lento di alcuni momenti del film o nella musica di sottofondo si respira la loro cultura e specialmente si vedono le bellezze del Giappone d’inverno così come in primavera. Ho apprezzato molto l’analogia del conflitto tra americani e pellerossa (definiti come selvaggi) e quello tra giappone occidentalizzato e giappone selvaggio. In realtà il film sta proprio a dimostrare come i veri selvaggi erano proprio gli occidentali che non avevano rispetto delle tradizioni, ma erano dei veri e propri barbari, interessati solo al profitto e poco ai valori. L’ho trovato emozionante, a tratti commovente. A chi è affascinato dall’Oriente come me lo consiglio. Non do 10 perchè Tom Cruise continua a non piacermi come attore, gli manca qualcosa.

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America in Giappone / 15 Marzo 2013 in L'ultimo samurai

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un bel film anche se non ho apprezzato il poco approfondimento nella cultura giapponese; per esempio il seppuku viene spiegato in maniera molto veloce ed approssimativa, tralasciando tutto il profondo significato che c’è dietro relegandolo ad una semplice frase sull’onore ed è un peccato perché la battaglia finale avrebbe un maggiore impatto emotivo, a mio parere, se lo spettatore fosse al corrente di tutta la spiritualità e senso d’onore che c’è dietro quel gesto.
Ci sono ben poche spiegazioni riguardo una cultura così diversa dalla nostra, non basta una poesia sulla perfezione dei fiori per mostrare la profondità di un popolo, è per questo che non amo i film americani ambientati in Giappone o in Cina, si dà troppo spazio al tentativo di intrattenere lo spettatore con scene di combattimenti epici e pochissimo spazio alla poesia che permea certi contesti (per quanto io non sia affatto un amante della cultura giapponese e cinese, sono consapevole che ogni cosa per loro è piena di poesia ed arte, persino – appunto – le battaglie) ed è un peccato che un film del genere ne venga quasi privato. Come se gli spettatori non fossero in grado di provare emozioni profonde senza la scena di una guerra che risulta essere più un suicidio, accompagnata da una musica bellissima (bellissima davvero, mio dio, Zimmer hai fatto centro!) e tutta una carrellata di gesti, frasi ed espressioni strappalacrime tipico dei film americani da grandi numeri.

Nonostante tutto lo reputo comunque un bel film, guardabile, per un grande pubblico.
Per il 7 ha contribuito The way of the sword, ehh lo so ma è troppo bella 😀 l’ho aspettata per tutto il film ma, come immaginavo, l’hanno usata soltanto per la fine e vabbè…

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“Il fiore perfetto è una cosa rara, se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata” / 11 Marzo 2012 in L'ultimo samurai

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film racconta la fine della millenaria tradizione dei samurai, guidati dal saggio e carismatico leader guerriero Katsumoto (Ken Watanabe). Il capitano Algren (Tom Cruise), fatto prigioniero dei samurai, impara e, spontaneamente, apprezza i valori di questa ammirabile e sofisticata civiltà. Fino a decidere di volerne far parte. (Non ho apprezzato la storia d’amore con la vedova del villaggio, ma è questione di gusti personali). Nella lotta che porterà al tragico epilogo il capitano ritroverà se stesso e si sentirà per la prima volta spiritualmente appagato.
L’inizio del film non è dei più promettenti, con Tom Cruise, nei panni di un alcolizzato, involontariamente ridicolo e quasi patetico. Tuttavia ciò che segue è assolutamente privo di stonature: ambientazioni di grande fascino con paesaggi incantevoli grazie a una scrupolosa cura dell’immagine (la fotografia avrebbe quantomeno meritato una nomination per l’oscar), dialoghi intelligenti e raffinati e una propensione verso l’orientale che fa dimenticare che ci si trova davanti ad un film americano.
Per non parlare degli interpreti, con un Tom Cruise davvero bravo (nonostante l’improbabile performance da sbronzo) anche se la gara di bravura è vinta da Ken Watanabe, nomination come migliore attore non protagonista, assolutamente perfetto in un ruolo che sembra calzargli a pennello.
La morale è piena della saggezza, della bellezza e della potenza delle tradizioni samurai. Da questo punto di vista il film è inequivocabilmente già un piccolo capolavoro culturale. Oltre chè un grande capolavoro cinematografico. “Il fiore perfetto è una cosa rara, se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata” è la frase più bella del film.

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26 Gennaio 2012 in L'ultimo samurai

Il film mi è piaciuto abbastanza. Interessante la storia, abbastanza originale per l’ambientazione (non certo per la trama: eroe deluso che cerca il riscatto).
Forse non indaga troppo sul Bushido (il codice dei samurai).
Tom Cruise è molto bravo nel ruolo del capitano tormentato dai sensi di colpa; sorprendenti gli attori giapponesi (bravissimo Ken Watanabe nella parte di Kasumoto).
I bambini giapponesi stupiscono ancora una volta per la loro espressività.
Non mi è piaciuta molta la storia d’amore che nasce tra il capitano e la vedova.
Edward Zwick (regista di “Glory” e “Vento di passioni”) dimostra una bravura per i drammi epici.

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