Recensione su Amore e guerra

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18 dicembre 2012

La storia del codardo Boris al tempo delle guerre napoleoniche é il pretesto per costruire un film più complesso di quello che può apparire ad una prima visione.
Amore e guerra va decantato come un buon Brunello, come un classico di Dostoevskij.
Allen si tuffa nel mondo della cultura e della letteratura russa (ma c’é spazio anche per quella francese) svelandone paradossi e lati comici, con un umorismo a tratti iperbolico, surreale e apparentemente banale, a tratti caustico e geniale, nello stile che lo consacrerá di lì a qualche anno come mostro sacro della comicitá.
Ricostruzione storica minuziosa, su cui si innestano grossolani voluti anacronismi (su tutto, i Rayban in bachelite).
Tantissime citazioni, letterarie e cinematografiche, più o meno esplicite, Bergman su tutti.
Grande colonna sonora con la Troika del Lieutenant Kijé di Prokofiev ad accompagnare alcune scene, incluso il suggestivo finale del balletto con la morte.
Amore e guerra é il ponte tra il primo Woody, quello dello humour slapstick di Bananas e Il dormiglione e i suoi film successivi più impegnati e questa tensione é palese in tutta la pellicola. Centinaia di battute e freddure in un ritmo vorticoso che non lascia tregua, quelle battute impegnate e cerebrali che lo hanno reso famoso, ma che spesso son gettate nella mischia un pò confusamente.
Un film che ha anche dei difetti, sia chiaro, e il principale sta proprio nel generale senso di incompiutezza dovuto a questa travagliata evoluzione stilistica che, come a mio avviso può rilevare qualunque buon conoscitore di Allen, pare consumarsi proprio all’interno di questo film. Altro difetto, più tecnico, é la lentezza della parte che precede il finale.
Eppure é un must della cinematografia alleniana.. Questa é l’unica certezza che si può trarre dalla visione di Love and death.

4 commenti

  1. paolodelventosoest / 19 gennaio 2015

    Volevo scrivere una recensione a questa esilarante commedia in costume di Allen che ho visto stasera per la prima volta – con mio gran diletto! – ma la tua è davvero definitiva. Sottoscrivo dall’inizio alla fine.

  2. hartman / 20 gennaio 2015

    troppo buono @paolodelventosoest. Questo è uno dei miei Allen preferiti, pur non essendo secondo me stilisticamente riuscito al 100%.
    In Allen a volte si apprezza molto di più l’idea che sta alla base della sceneggiatura piuttosto che il film in sé, e questo è uno di quei casi, anche se lo riguardo sempre con piacere…
    la danza macabra del finale è indimenticabile…

  3. paolodelventosoest / 20 gennaio 2015

    Sì è geniale! Arrivo ad asserire che in questo film c’è la maggior concentrazione di gag e battute brillanti di tutta la sua filmografia. Dal punto di vista comico – e parliamo sempre di una comicità brillante, anche quando accarezza il demenziale – è il nonplusultra dell’humour alleniano. Le caricature russe poi sono da sganasciarsi.

  4. hartman / 20 gennaio 2015

    è vero, ci sono delle scene in cui sembra veramente che voglia esagerare e c’è una battuta per ogni frase o giù di lì… @paolodelventosoest

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