Amore e guerra

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Amore e guerra

Nella Russia dei primi dell'Ottocento, Boris ama perdutamente la cugina Sonia, che non lo ricambia. Su iniziativa di uest'ultima, i due partiranno alla volta della Francia con l'obiettivo di uccidere Napoleone.
Anonimo ha scritto questa trama

Titolo Originale: Love and Death
Attori principali: Woody AllenDiane KeatonGeorges AdetFrank AduEdmond ArdissonFéodor Atkine, Yves Barsacq, Lloyd Battista, Jack Berard, Eva Betrand, George Birt, Yves Brainville, Gérard Buhr, Henri Coutet, Patricia Crown, Henri Czarniak, Despo Diamantidou, Sandor Elès, Luce Fabiole, Florian, Jacqueline Fogt, Sol Frieder, Olga Georges-Picot, Harold Gould, Harry Hankin, Jessica Harper, Brian Coburn, Tony Jay, Jack Lenoir, Leib Lensky, Anne Lonnberg, Edward Marcus, Jacques Maury, Narcissa McKinley, Aubrey Morris, Denise Péron, Beth Porter, Roger Lumont, Alfred Lutter, Alan Rossett, Shimen Ruskin, Percival Russel, Chris Sanders, Zvee Scooler, C.A.R. Smith, Fred Smith, Bernard Taylor, Clément Thierry, Alan Tilvern, James Tolkan, Hélène Vallier, Howard Vernon, Glenn Williams, Jacob Witkin, Tutte Lemkow, Albert Augier
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura/Autore: Woody Allen
Colonna sonora: Sergei Prokofiev
Fotografia: Ghislain Cloquet
Produttore: Charles H. Joffe, Martin Poll
Produzione: Usa
Genere: Commedia
Durata: 85 minuti

Boris / 12 Agosto 2017 in Amore e guerra

In Russia, alle porte della guerra tra Napoleone e lo Zar, Boris è un contemplatore in un mondo di lottatori, e invece di lottare come tutti gli altri, lui si preoccupa della morte e della vacuità dell’esistenza, fin da bambino.
La morte minacciosa con la sua falce è più familiare a lui dei suoi fratelli, l’insensatezza del mondo è presentata attraverso la descrizione dei suoi familiari (stranamente il giovane Grigory era più vecchio del vecchio Grigory, nessuno sapeva come era andata..). La sola in grado di comprendere i suoi elaborati discorsi è la cugina Sonja, che ama non ricambiato.
Dopo varie peripezie, guerre, equivoci e esperienze premorte, l’amore trionferà, ma sarà spezzato dal piccolo Napoleone affetto da megalomania e dalla sua autodistruttiva campagna in russia. Amore e Guerra è la parodia più geniale, più completa di Woody Allen, l’apice del suo surrealismo, con ovvi richiami a Guerra e Pace certo, ma condita con quell’arguzia, con quell’intelligenza unica e propria del grande regista. Affiancato dalla bravissima Keaton, Allen confeziona un film la cui comicità arriva a toccare temi elaborati e profondi, quali il tema dell’omicidio, della legge morale e della propria percezione di giusto e sbagliato. Sembrerà poco, ma questo è un tema che Allen la riproporrà in molti dei suoi film migliori, ogni volta sotto una diversa forma.

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18 Dicembre 2012 in Amore e guerra

La storia del codardo Boris al tempo delle guerre napoleoniche é il pretesto per costruire un film più complesso di quello che può apparire ad una prima visione.
Amore e guerra va decantato come un buon Brunello, come un classico di Dostoevskij.
Allen si tuffa nel mondo della cultura e della letteratura russa (ma c’é spazio anche per quella francese) svelandone paradossi e lati comici, con un umorismo a tratti iperbolico, surreale e apparentemente banale, a tratti caustico e geniale, nello stile che lo consacrerá di lì a qualche anno come mostro sacro della comicitá.
Ricostruzione storica minuziosa, su cui si innestano grossolani voluti anacronismi (su tutto, i Rayban in bachelite).
Tantissime citazioni, letterarie e cinematografiche, più o meno esplicite, Bergman su tutti.
Grande colonna sonora con la Troika del Lieutenant Kijé di Prokofiev ad accompagnare alcune scene, incluso il suggestivo finale del balletto con la morte.
Amore e guerra é il ponte tra il primo Woody, quello dello humour slapstick di Bananas e Il dormiglione e i suoi film successivi più impegnati e questa tensione é palese in tutta la pellicola. Centinaia di battute e freddure in un ritmo vorticoso che non lascia tregua, quelle battute impegnate e cerebrali che lo hanno reso famoso, ma che spesso son gettate nella mischia un pò confusamente.
Un film che ha anche dei difetti, sia chiaro, e il principale sta proprio nel generale senso di incompiutezza dovuto a questa travagliata evoluzione stilistica che, come a mio avviso può rilevare qualunque buon conoscitore di Allen, pare consumarsi proprio all’interno di questo film. Altro difetto, più tecnico, é la lentezza della parte che precede il finale.
Eppure é un must della cinematografia alleniana.. Questa é l’unica certezza che si può trarre dalla visione di Love and death.

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Provate ancora a pensare che i classici russi siano noiosi, su! / 16 Giugno 2012 in Amore e guerra

Boris: L’omicidio è immorale!
Sonja: L’immoralità è soggettiva.
Boris. Sì, ma la soggettività è oggettiva.
Sonja: Non negli schemi percettivi razionali.
Boris: La percezione è irrazionale! Implica imminenza.
Sonja: Ma il giudizio di ogni sistema o relazione prioritaria dei fenomeni esiste in ogni contraddizione razionale o metafisica o almeno epistemologica, per concetti astratti o empirici come esistere o essere o accadere nella cosa stessa o della cosa stessa!
Boris. Sì, questo è vero, anch’io lo dico sempre…

Chiunque sia ancora convinto che i classici russi diano solo noia, dovrà fare i conti con questo magnifico Allen, tratto in chiave ironica dal capolavoro Guerra e Pace di Lev Tolstoj, con anche alcuni ammiccamenti all’operato di Dostoevskij. Dopo due anni da Il dormiglione, la commedia in cui Allen dà il suo meglio come comico da cabaret, e a pochi anni dalla consacrazione come grande regista di commedie dal grande senso umano, etico, umoristico ed eccentrico, Woody Allen sforna questo capolavoro: Le disavventure di un codardo nella Russia del diciannovesimo secolo. Boris è un giovane leggermente diverso dal resto dei suoi conterranei. Lui vorrebbe scrivere poesie e invece lo mandano a combattere Napoleone; sarebbe innamorato di sua cugina Sonja, ma lei sposa un mercante d’aringhe; quando prova ad avere una relazione con una donna, viene sfidato a duello. Ma allora lì si mette in moto la morale alleniana: se sopravviverà al duello, Sonja(certa di averlo visto morto) lo avrebbe sposato. E invece il buon Boris sopravvive e riceve in dono la sua sposa. Allora, quando Napoleone conquisterà infine la Russia, i due si metteranno in testa di ucciderlo, vivendo molte altre disavventure. Uno dei must della carriera del genio newyorkese ed uno dei film da riscoprire della sua immensa filmografia. Tra dialoghi graffianti, battute di gran classe, ambientazioni da romanzo storico e una sceneggiatura ferrea, che contrappone eventi malinconici a momenti di vero e proprio divertimento, il film è uno dei più riusciti della carriera di Allen. La storia del Boris codardo che infine verrà condannato è raccontata come quella di un esule che dalla sua terra va via per inseguire in realtà il sogno di un amore che non dovrebbe avverarsi e che invece si avvera quando meno ci se lo aspetta. Naturalmente il tutto è vissuto in chiave umoristica e non risulta certo pesante, anzi. Allen sfoga la sua passione per la Russia e per tutta l’Europa in generale, grazie ad una ferrea gamma di citazioni da ogni parte della cultura europea e russa di cui dispone e anche grazie all’ambientazione ungherese, che riesce a dare una diversa sfumatura e profondità all’intera storia. Tra anacronismi scoperti in ritardo da critici e cinefili, un torpiloquio di dialoghi geniali con un profondo senso, non accessibile a tutti: ecco cos’è Amore e guerra. Ed è anche un nuovo modo di fare cinema per l’Allen: Dopo i film puramente comici, finalmente inserisce uno dei temi che diventerà tra i più classici per lui. Naturalmente si parla di amore. L’amore tra Boris e Sonja, dapprima donna solo desiderata, poi sposa, poi complice, in un climax che in realtà è un anti-climax, è anch’esso nella miglior tradizione europea. Effimero, grandioso, eccentrico, geniale, divertente, onirico(come gli incontri con la morte), malinconico e sognante, Amore e guerra è il film che più di altri trova posto nel cuore dei fan di Allen, grazie soprattutto alla sua evidente forza cinematografica. La Keaton non brillava così da Il padrino, e di fianco ad Allen sembra un’attrice eccezionale, e probabilmente lo è davvero. Allen gioca tanto con i personaggi e col film, finendo però con il farlo piacere e farsi grosse risate insieme a tutto il pubblico. Provate ancora a pensare che i classici russi siano noiosi, su!

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