Recensione su Amore e inganni

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Vedoca? / 27 febbraio 2017 in Amore e inganni

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Siamo in epoca Jane Austen, periodo cronostorico a sè fatto di trame e trighi sentimental-nobiliari e sofisticate macchinazioni. Non c’è da stupirsi che l’aristocrazia sia finita come è finita, a fare il clown in tv. Comunque, Inghilterra, tratta è la trama da un minore ed epistolare romanzo di Jane Austen: c’è questa Lady Susan, appena diventata vedoca, mannò non è lei l’oca, vedova, che con la timida ma poco tumida figlia Frederica si trasferisce dai parenti del defunto. Lady Susan sembra uscita (da Jane Austen o) da una dragonballiana fusione dei peggio personaggi di Choderlos de Laclos (mi andava di scriverlo), fredda, calcolatrice, convintamente manipolatrice, scaltra ed esperta nell’inception, inficcamento nell’altrui testa delle proprie idee su come sono andati i fatti, anche quando le sue colpe, e sono legioni, strabordano dal vaso del lapalissiano. Oh, siamo tutti nobili, abbiamo la parrucca, gli stivali e delle bluse variopinte, chiaro no? E dei ca**o di servi per scarrozzarci di qua e di là mentre noi curiamo i nostri cuori, che vita grande doveva essere quella. A Churchill, pigra dimora di verde campagna, i parenti sanno che lei è una peppia (termine usato da mia nonna), ma non riescono a fare a meno che il giovane Reginald, ganzo secondogenito non molto furbo, caschi nella tela del ragno. E gnente, andirivieni, piani e contropiani, dialoghi raffinati abbomba e perifrasi piacevoli e sofisticate. Così come giustamente si presentano austeri i manieri (Irlanda, I guess), adorne le sale di tappezzerie e ritratti di antenati che assistono allo show, spettacolo semi-teatrale che gira in un vortice di spirito e sofisticazioni. E nel teatrino c’è tutto, il personaggio sciocco da deridere, quello appassionato, quella timida, quella mefistofelica e la sua amica non da meno, e tutti schermano e alla fine, e alla fine la minaccia è depotenziata, Lady S decide di sposare lo sciocco che cercava di appioppare alla figlia e cornificarlo tranquillamente, Reginald e Frederica scoprono l’amore vvvvvèro e fiuuuu. Quello che esattamente ci si aspetta e un filo di più, con un personaggio principale simpatico quasi per rovesciamento, nella sua coazione a senza rimorso ripetere intrighi e bugie, la capacità mutaforma di adattamento e l’arguzia che ne consegue. Lovely e perdente ma, in quanto rovesciante, (av)vincente.

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