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Recensione su Strade perdute

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I meccanismi della mente umana secondo Lynch / 18 agosto 2015 in Strade perdute

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film che sembra svilupparsi come un enorme nastro di Mobius.
Alla prima visione non ci avevo capito granché, ma con un’attenta seconda visione c’è una frase che probabilmente mi ha aperto le porte di una, anche se parziale, comprensione. La frase è di Fred, in risposta ad un agente di polizia che gli chiedeva se possedesse una videocamera:

“non posseggo una videocamera perché preferisco i ricordi alle immagini reali”.

Solo che i ricordi possono essere irreali e contaminati dai desideri.
Ecco quello che abbiamo visto è forse il ricordo, confuso, onirico, pieno di speranze, sogni, rimorsi, rimpianti, proiezioni, fughe dalla realtà di quello che è successo effettivamente: l’uxoricidio per l’infedeltà della moglie. E’ possibile che il tutto si svolga nella mente di Fred un attimo prima dell’esecuzione, come in un famoso racconto di Ambrose Bierce, solo che Lynch descrive probabilmente meglio la labirintica mente di un essere umano.

Alla fine una spiegazione razionale non è discriminante per il godimento in se del film, ma anche solo questa piccola bussola mi fa apprezzare maggiormente Lynch e sua opera che altrimenti mi sembrava fine a se stessa.

Resta da stabilire cosa sia l’inquietante uomo misterioso (l’inconscio del protagonista? Il suo “passeggero oscuro”?), ma forse questo non ha veramente importanza, Lynch sembra aver veramente descritto alcuni meccanismi di quello che la nostra mente è capace di visualizzare.

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