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Recensione su Gli amanti passeggeri

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Volare oh oh. / 30 marzo 2013 in Gli amanti passeggeri

Diretto da Pedro Almodóvar, che dopo anni di drammi ritorna alla commedia e che qui cura anche la sceneggiatura, questo film è una godibile farsa di un’ora e mezza utile come tappabuchi e che non fa rimpiangere i soldi del biglietto. Ed è già qualcosa. Ambientato quasi interamente su un volo di linea, si assiste alle nevrosi e ai difetti di passeggeri e personale di bordo e si crea un microcosmo di piccolezze, quasi allo stesso modo di una pièce teatrale rappresentata su un palco a migliaia di chilometri dal suolo. Temi principali della pellicola la morte e soprattutto il sesso, in tutte le sue sfaccettature. Ovviamente poco etero (da Almodóvar? Ma và?!), con tantissimi personaggi gay o bisessuali (con qualche punta lesbo) a testimoniare ulteriormente che nell’Anno Domini 2013 si può anche evitare di scandalizzarsi su questi argomenti, visto che a fare i moralisti sono tutti campioni olimpionici e poi molti chissà cosa fanno nell’intimità delle loro magioni. Chiudendo la parentesi che mi porterà alla scomunica (sto già tremando) passiamo a brevi cenni per quanto riguarda l’ambito tecnico. Il cast è composto da attori sconosciuti in Italia ma che per la maggior parte hanno già recitato per il regista spagnolo, tra cui si nota Javier Cámara visto anche ne Il destino di un guerriero. L’assenza di attori famosi rende l’opera corale al meglio, non potendo il grande pubblico focalizzarsi su una faccia piuttosto che l’altra, ed ogni personaggio rende il suo ruolo piccolo o grande che sia. Alcuni sono macchiette esagerate, altri recitano sotto le righe, ma nel clima confusionario del film tutto ciò è funzionale e non troppo irritante. Fotografia di José Luis Alcaine, famoso direttore della fotografia plurivincitore ai Goya, i premi cinematografici spagnoli, e musiche di Alberto Iglesias (nessuna parentela con Julio ed Enrique).

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