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Recensione su Lolita

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Confronto inevitabile / 23 novembre 2017 in Lolita

Premessa: non sono il tipo che professa sempre la supremazia del libro sul film. Sono due cose diverse e bla bla. Ci sono però alcune eccezioni alla regola: i romanzi che ho amato per la loro incredibile densità di lettura. Tra questi vi è senza dubbio lo straordinario Lolita di Nabokov, un magnifico schiaffo alla mentalità borghese e benpensante con tutte le sue ipocrisie; ho amato il romanzo soprattutto per la capacità affabulatoria di Nabokov, in grado di farci entrare, con ogni naturale ripulsa, nella pelle di un satiro alle prese con la sua “ninfetta”. Ebbene, in questo inevitabile confronto è per me davvero impossibile rendere a Kubrick l’onore delle armi; siamo di fronte a un film che saccheggia grossolanamente la più pregiata tra le materie narrative, traendo tutt’al più qualche spunto interessante; per quanto mi riguarda questo è sicuramente il film minore del celebratissimo regista. Molto brava Shelley Winters, efficace James Mason mentre ho trovato Peter Sellers una macchietta fuori contesto; anche qui mi è impossibile non scavare dai miei ricordi di lettore la formidabile grottesca scena dello scontro tra Humbert e Quilty, al cui confronto l’ampio incipit del film è una ben più pallida reinvenzione.

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