Recensione su Logan - The Wolverine

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Attento, finirai per farti male! / 30 aprile 2017 in Logan - The Wolverine

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dunque, io mi son fatto un taglietto a un dito (col ca**o, è una ferita mortale!) e già volevo che venissero ridiscusse le Convenzioni di Ginevra. Poi vado al cinema e questo fa letteralmente a fettine quattro messicani nei primi 54 sec O_O ah-uh-ah, manco avevano fatto niente, gli avevano giusto sparato. Bien, ho totalmente perso l’ordine e visione d’insieme dei film Marvel, nella mia mente baluginano sparpagliati come le stelle nel cielo in una notta buia e priva di luna e lampioni e falò. Qui, per fortuna, i personaggi si eliminano anziché aggiungersi, ché sennò l’entropia aumentava. 2029, Logan fu-Wolwerine fa il conducente di auto di lusso in Texas, quel che il dibattito su Uber ci ha insegnato si chiama in gergo NCC. Poi è alcolizzato, ha l’adamantio dentro che l’ammazza chiano chiano e tiene il dottor X, ultranovantenne e coi poteri che fanno giacomogiacomo, in posto fatto di ruggine e polvere dopo il confine col Messico. I mutanti si stanno estinguendo. Quand’ecco che compare una che prima muore (l’azione più ripetuta del film) e poi gli smolla una bambina che è mutante fatta in casa con esperimenti di medici nazimultinazionali. Insomma la mission diventa portare sta niña oltre la frontiera col Canada, insieme ad altri fake-mutanti come lei, perché i cattivi sembrano onnipotenti ma eh oh uh se vai oltre il Canada no eh, lì sei salvo. Ok. Intanto si annusano e intrecciano le dita, lui fa un po’ la figadilegno sentimentale (no l’affetto non te lo do perché sono brutto sporco e dannato) ma scopre di poterle dire “Son tuo padre! (carramba)”, cercano di vivere vite vere. Tutte le persone che conoscono muoiono – ma povera famiglia di contadini nigga. Ma tutti eh. Muore X, muore Calibano che era simpatico e casalingua. Il road movie accelera e rallenta in continuazione, coi cattivi che li tallonano e loro che sfuggono e si rigenerano e prendi 2000 dolla quando passi dal via. Il succo è che l’eroismo è al tramonto, Jackman risulta un incrocio bombato di steroidi tra Eastwood nei film di Leone e Harvey Keitel, è sporco e cicatrizzato e avrebbe bisogno di una psi, un po’ perché in effetti ha un sacco di problemi (tipico dei supereroi), un po’ per conciliare il supereroismo con la vita amara da mainagioia. E #mainascopata, tra l’altro. Onore al merito perché finalmente non si combatte più contro Megazord e in palio non c’è l’universo tutto, che a me il gigantismo, già nei fumetti, aveva un po’ stufato; a me piace(va) quando i supereroi combattevano i rubagalline, al massimo dei ladri vestiti pacchiani ma senza troppe velleità, ed erano tutti più belli e più veri. E più morti, come Wolwerine, deve ben succedere.

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