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Recensione su L'odio

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La Haine / 5 gennaio 2013 in L'odio

È la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani… A ogni piano, mentre cade, l’uomo non smette di ripetere: “Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene”. Questo per dire che l’importante non è la caduta ma l’atterraggio.

Sobborghi parigini, anni 90.
Partono delle immagini repertorio. Un giovane, Abdel Ichaha, è stato ferito da un poliziotto. E’ in coma. L’odio chiama altro odio.
Ore 6.00.
Questa è la storia di tre amici legati gli uni dagli altri dal nome Abdel Ichaha, loro conoscente. I tre sono:Vinz (Vincent Cassel) un ragazzo di origini ebraiche, assetato di sangue che si è promesso di uccidere un poliziotto qualora Abdel passasse a miglior vita. In questo modo guadagnerebbe il rispetto del quartiere.
E’ un cane sciolto pieno di debolezze(pensiamo alla scena dove imita Robert De Niro in Taxi Driver allo specchio.
Poi abbiamo Saïd (Saïd Taghmaoui), la sua esistenza è a metà fra la legalità e l’illegalità, ossessionato dalla moda, succube di Vinz a volte cerca di imitarlo fallendo miseramente. Infine, abbiamo l’unica persona che cerca di migliorare anche se ricade molto spesso nell’ errore, l’unico che è andato a scuola, che ha capito una regola molto importante:”L’odio genera altro odio”. Stiamo parlando di Hubert (Hubert Koundé) un mite pugile di origini africane che ha fatto qualche anno in marina. E’ il più sveglio fra i tre, il più saggio se permettete e vorrebbe andar lontano. Nel giro di ventiquattro ore la loro vita sarà caratterizzata da eventi sconvolgenti, in periferia prima , a Parigi poi.
Dalle vicende che passeranno capiranno tutto e niente.
Da notare come quando capiranno… sarà troppo tardi.
Suspance, primo piano sul faccione di Said e una voce nella sua testa che dice FIN QUI VA TUTTO BENE.

DonMax

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