Recensione su L'odio

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Estetico / 17 Aprile 2013 in L'odio

Boh, a me è sembrato un film molto ruffiano. Certo vuole dar voce ad una fascia sociale eclissata all’ombra dei palazzi del potere, ed anzi messa spesso a tacere con la museruola, povera, degradata, priva di istruzione, dove vige ancora la legge del più forte. Diciamo che l’idea è buona, la trasposizione cinematografica meno.
Cassell & co. inscenano i ca**oni di turno, il che fa sempre (in maniera facile direi) molto figo, ma ogni singolo dialogo, ogni battuta, ogni gesto viene esasperato, rimpinzato di bestemmie e parolacce (buone per una sana risata, s’intende), va bene che siamo nella Banlieue, ma il troppo storpia. Diverse scene mi hanno dato l’impressione di voler semplicemente far rimanere a bocca aperta lo spettatore, un colpo ad effetto per così dire. D’altro canto alla polizia, aldilà del ruolo dei cattivi complici del sistema, non viene data alcuna possibilità di remissione. Personalmente non accetto nemmeno quell’automatismo per cui un collage di citazioni o un omaggio a De Niro elevino un film a capolavoro.
La vicenda è ispirata ad un fatto realmente accaduto, un ragazzo dello Zaire ucciso dalla polizia parigina; le ultime sequenze sono oggettivamente spiazzanti, ma sorbirsi 90 minuti di pellicola (di questo tipo), il tutto per il colpo di scena finale, credo non faccia di un film mediocre un buon film. Retorico.

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