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Recensione su L'odio

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18 dicembre 2012

La Haine / L’odio è un film scritto e diretto da Mathieu Kassovitz, ispirato ad un fatto di cronaca nera realmente accaduto a Parigi, dove la polizia locale uccise un ragazzo dei sobborghi periferici.

La Haine è la cruda storia di una società che, impotente o indifferente, precipita dal cinquantesimo piano di un palazzo ma che ad ogni piano continua a ripetersi “fin qui tutto bene”, consapevole del fatto che prima o poi arriverà il momento di atterrare. O meglio, di schiantarsi violentemente con l’asfalto!

Un film che parla d’odio e che dimostra che l’odio, porta solo altro odio.
Un film che solleva la drammaticità del grosso problema che infesta tutt’ora ogni società moderna, il disagio della periferia, dove il degrado e la delinquenza sono all’ordine del giorno, dove i ragazzi crescono senza istruzione, educati solo dalla strada, che li porta costantemente ad odiare “il sistema” e chi il sistema protegge: la polizia, trascinando tutto in un circolo vizioso di odio contro odio che non avrà mai fine.

Odieremo in certi contesti Vinz, Said e Hubert, rispettivamente un ebreo, un maghrebino ed un nero (sembra quasi una barzelletta detta così), delinquentelli incazzati, poveri e senza futuro,
ma La Haine ci insegnerà ad andar oltre i loro tre giovani volti per capire tutti i perché dei loro comportamenti.

Entreremo intimamente nelle loro squallide e tristi vite per 24 ore, scandite come se fossero dei capitoli di un libro, assistendo e partecipando in prima persona alla quotidianità del mondo che vivono, descritto con uno sguardo cinematografico decisamente efficace e innovativo, alimentato da un copione volgare che dà realismo all’immagine.

La telecamera ci farà immergere nel degrado del ghetto parigino, dipinto in bianco e nero, come in un vero e proprio documentario e ce ne saprà trasmettere il fetore, il disagio, i problemi con una colonna sonora che va dall’hip hop alla melodiosa voce di Édith Piaf .
Un film che non racconta solo di violenza, ma che riesce a portare a galla i lati più oscuri di una società sull’orlo del baratro.

Premiato a Cannes nel ’94 per la miglior regia, La Haine è indubbiamente uno dei miglior film underground degli ultimi anni.

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