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L'odio

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L'odio
L'odio

Nelle banlieue di Parigi si scatena una rivolta in seguito al pestaggio da parte della polizia del sedicenne Abdel. Tra i ragazzi della rivolta ci sono anche Vinz, Said e Hubert.
Lúthien ha scritto questa trama

Titolo Originale: La Haine
Attori principali: Vincent CasselHubert KoundéSaïd TaghmaouiAbdel Ahmed GhiliSouleymane DickoHéloïse Rauth, Benoît Magimel, Edouard Montoute, Marc Duret, Joseph Momo, Vincent Lindon, Christophe Rossignon, Mathieu Kassovitz, Philippe Nahon, Zinedine Soualem, Rywka Wajsbrot, Olga Abrego, Laurent Labasse, Choukri Gabteni, Karin Viard, Karim Belkhadra
Regia: Mathieu Kassovitz
Sceneggiatura/Autore: Mathieu Kassovitz
Colonna sonora: Assassin
Fotografia: Pierre Aïm
Costumi: Virginie Montel
Produttore: Christophe Rossignon, Alain Rocca, Adeline Lecallier
Produzione: Francia
Genere: Drammatico
Durata: 98 minuti

Spietato, Crudo, Vero / 7 Dicembre 2017 in L'odio

Un film molto semplice, minimalista, ma che rende a pieno. Ti colpisce dritto al cuore. 24 ore di pura ansia e ogni ora che passava aumentava l’odio, Perché nella società è lo stesso, ogni minuto, ora, giorno, il tempo scorre e diventa sempre peggio, le monde est á nous e noi lo riempiamo d’odio, e “la haine attire la haine”. Ma si, “fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene” il problema qui però è l’atterraggio che non sarà molto morbido, sarà come un duro asfalto per un uomo che cade da un palazzo di 50 piani, ti sfracellerà, ti farà a pezzi, ti distruggerà perché sei pieno d’odio, siamo tutti pieni d’odio e l’odio genera solo altro odio.

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Estetico / 17 Aprile 2013 in L'odio

Boh, a me è sembrato un film molto ruffiano. Certo vuole dar voce ad una fascia sociale eclissata all’ombra dei palazzi del potere, ed anzi messa spesso a tacere con la museruola, povera, degradata, priva di istruzione, dove vige ancora la legge del più forte. Diciamo che l’idea è buona, la trasposizione cinematografica meno.
Cassell & co. inscenano i ca**oni di turno, il che fa sempre (in maniera facile direi) molto figo, ma ogni singolo dialogo, ogni battuta, ogni gesto viene esasperato, rimpinzato di bestemmie e parolacce (buone per una sana risata, s’intende), va bene che siamo nella Banlieue, ma il troppo storpia. Diverse scene mi hanno dato l’impressione di voler semplicemente far rimanere a bocca aperta lo spettatore, un colpo ad effetto per così dire. D’altro canto alla polizia, aldilà del ruolo dei cattivi complici del sistema, non viene data alcuna possibilità di remissione. Personalmente non accetto nemmeno quell’automatismo per cui un collage di citazioni o un omaggio a De Niro elevino un film a capolavoro.
La vicenda è ispirata ad un fatto realmente accaduto, un ragazzo dello Zaire ucciso dalla polizia parigina; le ultime sequenze sono oggettivamente spiazzanti, ma sorbirsi 90 minuti di pellicola (di questo tipo), il tutto per il colpo di scena finale, credo non faccia di un film mediocre un buon film. Retorico.

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13 Febbraio 2013 in L'odio

La vicenda è quella delle Banlieue parigine. Bella l’idea del bianco e nero, e più interessante nel finale che durante lo svolgimento. Vincent Cassel è nato per fare antipatia, quindi ottimo ruolo,. Non mi ha entusiasmata nè avvilita.

La Haine / 5 Gennaio 2013 in L'odio

È la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani… A ogni piano, mentre cade, l’uomo non smette di ripetere: “Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene”. Questo per dire che l’importante non è la caduta ma l’atterraggio.

Sobborghi parigini, anni 90.
Partono delle immagini repertorio. Un giovane, Abdel Ichaha, è stato ferito da un poliziotto. E’ in coma. L’odio chiama altro odio.
Ore 6.00.
Questa è la storia di tre amici legati gli uni dagli altri dal nome Abdel Ichaha, loro conoscente. I tre sono:Vinz (Vincent Cassel) un ragazzo di origini ebraiche, assetato di sangue che si è promesso di uccidere un poliziotto qualora Abdel passasse a miglior vita. In questo modo guadagnerebbe il rispetto del quartiere.
E’ un cane sciolto pieno di debolezze(pensiamo alla scena dove imita Robert De Niro in Taxi Driver allo specchio.
Poi abbiamo Saïd (Saïd Taghmaoui), la sua esistenza è a metà fra la legalità e l’illegalità, ossessionato dalla moda, succube di Vinz a volte cerca di imitarlo fallendo miseramente. Infine, abbiamo l’unica persona che cerca di migliorare anche se ricade molto spesso nell’ errore, l’unico che è andato a scuola, che ha capito una regola molto importante:”L’odio genera altro odio”. Stiamo parlando di Hubert (Hubert Koundé) un mite pugile di origini africane che ha fatto qualche anno in marina. E’ il più sveglio fra i tre, il più saggio se permettete e vorrebbe andar lontano. Nel giro di ventiquattro ore la loro vita sarà caratterizzata da eventi sconvolgenti, in periferia prima , a Parigi poi.
Dalle vicende che passeranno capiranno tutto e niente.
Da notare come quando capiranno… sarà troppo tardi.
Suspance, primo piano sul faccione di Said e una voce nella sua testa che dice FIN QUI VA TUTTO BENE.

DonMax

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18 Dicembre 2012 in L'odio

La Haine / L’odio è un film scritto e diretto da Mathieu Kassovitz, ispirato ad un fatto di cronaca nera realmente accaduto a Parigi, dove la polizia locale uccise un ragazzo dei sobborghi periferici.

La Haine è la cruda storia di una società che, impotente o indifferente, precipita dal cinquantesimo piano di un palazzo ma che ad ogni piano continua a ripetersi “fin qui tutto bene”, consapevole del fatto che prima o poi arriverà il momento di atterrare. O meglio, di schiantarsi violentemente con l’asfalto!

Un film che parla d’odio e che dimostra che l’odio, porta solo altro odio.
Un film che solleva la drammaticità del grosso problema che infesta tutt’ora ogni società moderna, il disagio della periferia, dove il degrado e la delinquenza sono all’ordine del giorno, dove i ragazzi crescono senza istruzione, educati solo dalla strada, che li porta costantemente ad odiare “il sistema” e chi il sistema protegge: la polizia, trascinando tutto in un circolo vizioso di odio contro odio che non avrà mai fine.

Odieremo in certi contesti Vinz, Said e Hubert, rispettivamente un ebreo, un maghrebino ed un nero (sembra quasi una barzelletta detta così), delinquentelli incazzati, poveri e senza futuro,
ma La Haine ci insegnerà ad andar oltre i loro tre giovani volti per capire tutti i perché dei loro comportamenti.

Entreremo intimamente nelle loro squallide e tristi vite per 24 ore, scandite come se fossero dei capitoli di un libro, assistendo e partecipando in prima persona alla quotidianità del mondo che vivono, descritto con uno sguardo cinematografico decisamente efficace e innovativo, alimentato da un copione volgare che dà realismo all’immagine.

La telecamera ci farà immergere nel degrado del ghetto parigino, dipinto in bianco e nero, come in un vero e proprio documentario e ce ne saprà trasmettere il fetore, il disagio, i problemi con una colonna sonora che va dall’hip hop alla melodiosa voce di Édith Piaf .
Un film che non racconta solo di violenza, ma che riesce a portare a galla i lati più oscuri di una società sull’orlo del baratro.

Premiato a Cannes nel ’94 per la miglior regia, La Haine è indubbiamente uno dei miglior film underground degli ultimi anni.

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