Recensione su Piccole donne

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Le convenzioni si prendono a schiaffi da sole / 10 Gennaio 2020 in Piccole donne

Che roba anomala, Piccole donne di Louisa May Alcott. Un romanzo miracoloso, che esibisce le convenzioni e le fa prendersi a schiaffi da sole, annientandole. Per questo non è un romanzo per educande. Per questo, al cinema, in mano a registe donne, diventa necessariamente un manifesto. Per questo la sua genuinità è disarmante, in aperto contrasto col cinismo di cui ci siamo armati in questi tempi ma ugualmente efficace.

Poi Greta Gerwig fa un passo in più: introduce i salti temporali, che sembrano un’inutile complicazione all’inizio e poi a un tratto, nella scena madre, si spiega la ragione di questa treccia narrativa, ripagando dell’impegno richiesto.

Era il momento giusto per raccontare Piccole donne di nuovo e da esso farsi raccontare. I grandi e le grandi del cinema nuovo e nuovissimo si sono mobilitati per farlo. Ne è risultato un benvenuto innalzamento degli standard, un atteso acchiappa-Oscar e in definitiva una pietra miliare di questa era cinematografica. Me ne ritengo un fortunato testimone.

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