Recensione su Il leone del deserto

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Colonialismo in pellicola. / 15 gennaio 2013 in Il leone del deserto

La pellicola la vidi dopo la Battaglia di Algeri.
Il Leone del deserto è paragonabile in un certo senso al film di Pontecorvo e alla sua censura. Effetto simile infatti ebbe “Il leone del deserto”. Il film è dedicato ad Omar al-Mukhtar ed i suoi uomini. Il nome probabilmente non vi dirà nulla di nuovo. Vi ricordate l’ultima volta che Gheddafi venne in Italia, aveva al petto una sua foto (anche se, sempre se non sbaglio, apparteneva a un clan rivale).

Siamo nel 1929.
In Italia c’era Mussolini, e l’aquila imperiale si era riposato sul nostro suolo. Citando Pennacchi: la prossima volta che succede sparate all’aquila.
IMPERO era la parola d’ordine di Mussolini (Rod Steiger). Il problema era che l’Africa era bella che spartita dagli altri Stati Europei. Pochi territori rimangono liberi, per di più in Libia, dopo tentativi di conquista che durano da venti anni, permangono guerriglieri. Lottano per il proprio suolo, per la propria terra.
Si battono contro il colonialismo italiano e le sue rivendicazioni di una “quarta sponda”, a simboleggiare un rinato Impero Romano.
Omar (A.Quinn) con armi obsolete, riuscì a tenere testa all’esercito fascista. Ora, in molte scene, soldati a cavallo riescono a battere un esercito pseudo moderno. Non so quanto sia vero, quello che è vero è che ci fu uno scontro fra nazionalismi, anzi fra l’imperialismo fascista e il nazionalismo di Omar. La storia ci ha insegnato come l’Italia riuscì ad ottenere il tanto amato posto al sole.
Ed Omar..

Il film è molto bello, semi sconosciuto alle nuove generazioni e vale davvero la pena guardarlo. Ben fatto storicamente, pochi attori celebri, toccante a tratti. Francamente non credo sia un film contro l’esercito, anche se uno dei motivi per cui è stato censurato è questo. Credo che sia una critica al fascismo.
Note del Don.
Non sono un ragazzo di sinistra, neppure di destra se è per questo. Ogni volta che guardo un film di questo tipo analizzo la situazione.
Credo che l’esercito sia necessario, scopi di difesa e in casi di emergenza, non chiami certo i Ghostbusters. Purtroppo però quello che abbiamo fatto noi Europei durante il colonialismo in Africa e in Asia, o quello che hanno fatto gli Americani con la politica della “porta aperta” o i Giapponesi in Manciuria e in Cina, è vergognoso. ognuno di noi, qualora vedesse il proprio Paese invaso, reagirebbe in questo modo.
Nessuno Stato ha il diritto di invaderne un altro. Seconda nota, meno politica (?)
Il regista e produttore siriano Mustafà Akkad fu ucciso in Giordania nel 2005 in un attentato kamikaze di terroristi di al-Qāʿida ad Amman.
DonMax

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