2010

L'illusionista

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L'illusionista
L'illusionista

Da un soggetto di Jacques Tati. Un anziano illusionista francese viene soppiantato dagli spettacoli di musica rock e tenta la fortuna ad Edimburgo. In una pensioncina di provincia, incontra una ragazza che, incuriosita dai suoi trucchi, decide di seguirlo nella grande città.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: L'illusionniste
Attori principali: Jean-Claude DondaEilidh RankinJacques TatiRegia: Sylvain Chomet
Sceneggiatura/Autore: Jacques Tati
Colonna sonora: Sylvain Chomet
Produttore: Bob Last, Sally Chomet, Philippe Carcassonne, Jack Eberts
Produzione: Francia, Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Commedia, Romantico, Animazione
Durata: 77 minuti

7 Marzo 2015 in L'illusionista

Intriso fin nel più profondo di sentimenti nobili e di un amore malinconico, Jacques Tati riprende vita grazie ad una animazione puramente classica, poetica, emozionante ed evocativa, che respira cinema in ogni fotogramma. Tratto da una sceneggiatura del rinomato regista , mai arrivata al grande schermo, il film oltre che un grande omaggio allo stesso, usa << l'amore platonico senile come metafora disincantata della transitorietà di ogni magia, inclusa quella della vita; mentre il contrasto stridente fra vecchio e nuovo diventa una presa di coscienza disincantata su un progresso inevitabile>> (Mereghetti).

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Quando il 3D non serve / 13 Agosto 2013 in L'illusionista

Una storia poetica di un’illusionista la cui arte diventa anacronistica e superata a favore di nuove mode. L’incontro con la piccola Alice sarà illuminante per lui, drammaticamente illuminante.
Con un linguaggio che non è capibile ma non è importante, con dei disegni che non sono perfetti ma che invece in questo contesto sono eccezionali, con un’assenza totale di azione e frastuono ma che risulta invece pura poesia, quest’omaggio della figlia di Jacques Tati al padre è veramente una delizia. E si deve anche ringraziare Sylvain Chomet la regista già di Appuntamento a Belleville che è anch’essa una perla rara del cinema d’animazione.
“I maghi non esistono”
come le favole nella nostra vita quitidiana.
Prima o poi ci si sveglia nella speranza di non aver fatto danni.
Purtroppo c’è chi invece ne fa senza pensare al risveglio che prima o poi capita a tutti.
Ad maiora!

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9 Maggio 2013 in L'illusionista

Magico. Ogni scena è un’opera d’arte, e la mancanza di dialoghi rende più godibile il tutto. I personaggi di Tati non sono caricaturali, sono iper-reali, talmente perfetti nella loro fisionomia da risultare grotteschi. La storia poi, incredibilmente dolce, insopportabilmente dolorosa, che racconta il declino degli intrattenitori di un tempo: clown, ventriloqui, illusionisti, suonatori, uomini che facevano divertire con poco ma regalavano tanto, soppiantati ora da patinate boyband e jukebox. Fantastico comunque il cameo del gendarme del corto “La vieille et les pigeons”!

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13 Febbraio 2013 in L'illusionista

Chomet confeziona un film, su sceneggiatura di Tati, che è un capolavoro di eleganza e bellezza. E’ malinconico ( tanto da farmi versare qualche lacrima nel finale), ma anche dignitoso e divertente. Disegni, al solito, bellissimi e dei personaggi che vorresti abbracciare. Più bello di Les Triplettes de Belleville a mio parere.

23 Dicembre 2012 in L'illusionista

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Di questo si capiva benissimo che fosse da andare a vedere, l’autore, un francese, era lo stesso di Appuntamento a Belleville, che giusto voi che guardate solo Shreck potete ignorare cosa sia U_U suvvia, mastichiamo anche qualcosa d’altro.
Okok, calo. Qui riprende una sceneggiatura mai realizzata di Jacques Tati, e non è che possa fare tutto io e spiegarvi anche chi è Tati. Tati è da sapere.
E infatti il personaggio, un prestigiatore al tramonto della carriera, è palesemente un Tati redivivo, dentro e fuori. Timido e gentile, strampalato e divertente, a disagio nel mondo che evolve. Notare che parlano talmente poco (i personaggi di Tati non parlavano quasi mai) che nemmeno l’hanno doppiato. É tutto un “grunf, uahuah”. Questo mago alla ricerca di contratti si trasferisce da Parigi verso Oltremanica. Prima in Scozia, dove trova in una locanda una ragazzetta che lo adotta, e prende a seguirlo. E poi nello specifico a Edinburgo. Qui commozione mia, perché la città è riprodotta fedelmente ed è splendida e se non fossi andato in Australia io sarei troppo andato a Edinburgo, perché, a parte il tempo che è quel che è, è stupenda. I soldi non bastano, prova a fare altri mestieri. Che non gli riescono. Sullo sfondo altri artisti squattrinati, che le novità come il jukebox o le band per ragazzine stanno rendendo obsoleti. Un clown che si vuole suicidare, un ventriloquo che finisce per vendere la sua marionetta, la fine di un’era. Pioggia e tristezza. Alla fine il mago se ne va, torna in Francia, lasciando quella che era una ragazzetta ed ora è una ragazza felice e innamorata della vita (e del pitone! NO! Scusate XD! Noi denunciamo chi ruba!) e un cartello con scritto “la magia non esiste”.
Malinconia, nel cinema di Edinburgo scorre un film.. ma di Tati, ovviamente, mi pare Le vacanze di M. Hulot (o era Mon oncle? Boh).
La morale (o una delle morali) è che la magia non esisterà pure, ma serve comunque a qualcosa.

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