Life

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Life

Nel 1955, pochi mesi prima del tragico incidente automobilistico che sarebbe costato al giovane divo del cinema James Dean, l'attore concesse un servizio fotografico ed un'intervista al magazine Life. Tra Dean e Dennis Stock, il fotografo incaricato di realizzare il lavoro, nacque una breve ma profonda amicizia.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Life
Attori principali: Robert PattinsonDane DeHaanJoel EdgertonBen KingsleyKelly McCrearyKristian Bruun, Lauren Gallagher, Kendal Rae, Alessandra Mastronardi, Stella Schnabel, Peter Lucas, Drew Leger, Jason Blicker, Emily Hurson, Emma Pedersen, Allison Brennan, Philip Maurice Hayes, Jessica Rose, Jack Fulton, Michael Therriault, Kristen Hager, John Blackwood, Justyn Michael Richards
Regia: Anton Corbijn
Sceneggiatura/Autore: Luke Davies
Colonna sonora: Owen Pallett
Fotografia: Charlotte Bruus Christensen
Produttore: Emile Sherman, Iain Canning, Christina Piovesan, Benito Mueller, Wolfgang Müller
Produzione: Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Storia, Biografico
Durata: 112 minuti

Carino / 2 Novembre 2017 in Life

Lo pensavo diverso, ed invece è stato abbastanza noioso.

. / 30 Giugno 2016 in Life

Il film non è bellissimo, anzi, è un po’ troppo ridondante in alcuni punti, e (credo volutamente) melodrammatico in altri.
Conosco molto bene la storia di Dean, essendone una fan (ovviamente la storia che ha contribuito a creare il mito, perché come per Elvis e molti altri, non si è ancora capito dove finisce la realtà e comincia la fantasia).
Generalmente Dane DeHaan non mi piace molto, ma devo dire che si è proprio impegnato per recitare in questo film, perché molte espressioni, gesti e sguardi erano gli identici a quelli dell’attore (dell’attore, per l’appunto, mentre recitava).
Robert Pattinson si sforza un sacco, ma alcuni ruoli hanno bisogno di più di tre espressioni facciali per rendere bene (al momento, solo il personaggio di Cosmopolis gli è riuscito discretamente).
Non capisco la scelta di raccontare questo determinato episodio della vita di Dean, né enfatizzare così tanto sulla finta relazione con la Pier Angeli (tra l’altro interpretata malissimo da Alessandra Mastronardi, che dell’attrice aveva solo il sorriso).
Insomma, c’è del potenziale mal sfruttato, ma nel complesso non fa così pena come pensavo, e gran parte del merito va a DeHaan, nonostante la teatralità con cui ha interpretato Dean, non era poi così distante dalla realtà del personaggio.

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La tizia è italiana / 1 Novembre 2015 in Life

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Hollywood, siamo negli anni ‘50, c’è il sole ed è pieno di figa tra le spaccature del cemento. No vabbè, così me lo immagino io. A una festa, si incontrano (vincendo l’award per il most gay incontro ever) un giovane James Dean (ahah, quando mai è stato vecchio, capisci? Ah. Che pessimo gusto) e il fotografo Dennis Stock. Uno pensa: finiscono a scopare duro in uno sgabuzzino, tipo lo sgabuz dello showbiz. No vabbè, diventano amici. Perché? Boh, never mind. James sta venendo lanciato dalla Warner, è subito dopo la Valle dell’Eden che sta promuovendo, subito prima di Gioventù bruciata. Dennis gli promette un servizio che spacca, per renderlo simbolo di un movimento, perché lui è diverso. Lui chi? Both. Tra tira e molla, con il Dean che ‘nchamaivojadefancazzo, entra nella sua intimità. Fino alle foto famose, finite su Life, quella col superbavero rialzato sotto la pioggia e quelle nella casa in campagna di James, tra mucche e cugini e balli highschool di provincia. Perché anche quelle foto, ma nulla più della morte che funziona sempre, hanno contribuito alla costruzione del mito. Alcune dinamiche metacinematografiche interessanti, c’è Ben Kingsley che fa un esageratamente macchiettistico presidente della Warner, e tutto il mondo strutturato che stava dietro all’industria di sogni e spettacolo. James che non rientra nella quadrettatura del foglio imposta, dov’è James? Deve presentare il film alla bocciofila dei ferrotramvieri, è importante! Eh boh, s’è perso. Il tizio che fa James Dean (che era il figlio di Ryan Gosling in Come il tuono) ha degli strani occhi sub-blue, l’aria annoiata e, purtroppo per lui, un personaggio noiosissimo. Oltre a somigliare più a Justin Bieber che a James Dean, ma quello mi sa sia un segno dei tempi. Quando non è sbronzo o bored, fa dei pipponi assurdi al povero fotografo, sul nonsenso della vita. Nel frattempo, a Dennis, che è pur sempre Richard Pattinson ancora in cerca di riscatto da Twilight (pagherete caro pagherete tutto), sta venendo il mascellone di Quagmeier di American Dad. E vedi tu quanto sia una cosa positiva. Mission accomplished: direi di no. Essere un fotografo: a un certo punto dal niente esclamare “cazzo!” e questo è il suo modo di avere le idee. Fare delle foto come prima per tutte le altre variabili, ma ora hai l’idea. Interminabili tiramolla, ognuno è stupido ma a suo modo e dai, stiamo vivendo il sogno americano ed è pure un sogno vintage e sulla carta lucida della rivista tutto sarà più figo, diventerrai qualcuSBAM!

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le ragazzine vicino a me dovevano insospettirmi / 14 Ottobre 2015 in Life

Non sono esperta conoscitrice di Dean ma qui mi interessava il rapporto tra la stella nascente e un fotografo in cerca di notorietà, beh l’ho trovato ma il tutto è reso piatto dalla recitazione dei due: Jimmy più annoiato che ribelle e Danny succube del desiderio di fama.
I personaggi sono insopportabili, le ambientazioni sono da telefilm e il tutto risulta noioso e inconsistente.

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