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Recensione su Leviathan

/ 20147.030 voti

5 giugno 2015

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Siamo sul mare di Barents, con dei paesaggi che ciao, una costa scoscesa e costellata di capannoni in rovina, barche sventrate e scheletri di balene. Da cui, e da altro, il titolo. Con la sua faccia assai tipica da russo, ci sta Kolia, che vive in una casa isolata facente parte di un villaggio isolato. Ha una seconda moglie del tutto quasi gnocca, Lilia, un figlio quite rebel ed è in causa con il sindaco, un panzone che vuole la sua terra per lottizzare come al solito. Kolia è impulsivo e collerico, ma l’è propi’n’brav fanciot eh, buono quanto pollo. Per cui si farebbe spennare come niente dal sindaco, che ha al soldo tutti i poteri del piccolo villaggio della sperduta provincia dell’impero, dove fischia il vento ecc. Per evitarlo, lo raggiunge da Mosca (capitale dell’impero e luogo alieno, agli occhi di chi vive in mezzo al nulla, Dmitri, avvocato rampante e pure un poco yuppie (russian style). Sembra tutto vada per il meglio, Dmitri, grazie alla sua, ehm, rampanza riesce a far abbassar la cresta al panzone. Con l’inconveniente che si bomba Lilia, ma lo dissi che era gnocca. Poi il sindaco si consulta con prete ortodosso del luogo, e bam, ribalta tutto. Dmitri è pestato e mandato a casa, intanto Lilia fugge di casa e viene ritrovata cadavere sulla costa, Kolia affoga tutto nella vodka e viene accusato di omicidio, la sua casa distrutta dalle ruspe, il potere ha vinto.
Considerazioni. Mai in vita ho visto bere così tanta vodka, alla fine del film quasi mi veniva psicosomatico un mal di fegato. Questa gente del nulla, quando si incontra beve prima un bicchierone di plastica, di quelli da festa, ricolmo di vodka, e poi comincia a parlare, e a bere vodka. Sempre, tutti i giorni. Sbronzi prima di cena.
Altra: il film ha girato un sacco, ed è prodotto con la partecipazione del Ministero della Cultura russo. E lascia assai perplessi, perché la rappresentazione del rapporto dello Stato con i suoi cittadini, e di come il primo schiacci loro la testa non appena tentino di ribellarsi a un sopruso, altro non è che in piccolo quel che fa Putin con le suo opposizioni – quindi una parte per il tutto. Ovvero gli spacca il culo. Infatti Dmitri è il classico russo progressista, che ha studiato e crede nella legge più che nella forza, convinto di poter agire in un contesto in cui la legge sia imparziale; fa precisamente la fine dei vari oppositori russi che nel tempo vengono pestati, uccisi o accusati di fatti ridicoli. A norma di legge eh. Infatti scartabellando si trova che il ministro della cultura russo ha detto che è vero, l’hanno sponsorizzato, ma a lui il film non è piaciuto. E ci mancherebbe, prova a dire il contrario e ti mando sul mare di Barents!
Su questo panorama sociale desolante e disossato, si stagliano appunto le ossa di vestigia antiche, di una natura enorme e bellissima e totalmente disinteressata a quel che sotto il suo cielo, a chiudere il cerchio di una concezione dell’esistenza priva, per forza, di alcuna spiritualità e disillusa.
Una vodka, e dasvidania.

1 commento

  1. hartman / 14 luglio 2015

    “con dei paesaggi che ciao” 😀 😀 😀
    era esattamente quello che volevo dire anch’io!!

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