Recensione su Piccole bugie tra amici

/ 20106.478 voti

12 Aprile 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il riferimento al Grande Freddo è smaccato, ma non riesce ad essere incisivo come l’originale. Qui non c’è malessere generazionale, c’è solo spaesamento individuale. Quindi il gioco dello specchiarsi nei tipi proposti (l’arricchito iperagitato e stressato, l’egocentrico chiuso dentro un fallimento sentimentale, l’attore di piccolo successo sempre a rincorrere gonnelle, la donna che non vuole responsabilità, ma solo sesso fugace etc etc) in un certo qual modo fallisce. E’ pur vero che una operazione del genere ha senso oggi proprio perchè parla dell’individuo e dei suoi piccoli malesseri tutti cresciuti dentro se stesso (questi amici hanno condiviso qualche vacanza e forse anche altro, ma è come se non fossero una generazione, è come se non ci fosse collante fra di loro, non c’è sfondo), perchè il massimo della polverizzazione della solitudine del singolo si esacerba nel fallimento sentimentale per l’appunto o poco altro. C’è insomma il vuoto attorno fra le storie che si intrecciano (forse rivedere saturno contro aiuterebbe, mi sembra più vicino al film italiano) e lo schiaffo passeggero a tanto cinico egocentrismo nasce solo dalla saggezza del più vecchio, quello legato al ritmo di vita non cittadino, un po’ scontato e consolatorio, prevedibile (come molte altre scelte fatte in sceneggiatura prima fa tutte la donna che rimane incinta senza volerlo e per questo motivo si pensa che troverà equilibrio, la maternità in Kasdan era una scelta forte e consapevole).
E poi due ore e mezza! Non se ne poteva più, troppo lungo, alla fine li odi tutti per sopraggiunta noia

1 commento

  1. alevenstre / 2 Luglio 2013

    Si però la scena dell’incidente è spettacolare

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