Un'estate da giganti

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Un'estate da giganti

Zack e Seth ogni estate sono abbandonati dalla madre nella casa del nonno. Ma questa è una estate particolare: il nonno è morto e loro dovranno cavarsela da soli. Sono senza soldi e non potranno contare più di tanto sull'aiuto degli adulti.
lithops ha scritto questa trama

Titolo Originale: Les géants
Attori principali: Zacharie ChasseriaudMartin NissenPaul BartelMarthe KellerKarim LeklouDidier Toupy, Gwen Berrou, Jean-François Wolff
Regia: Bouli Lanners
Sceneggiatura/Autore: Elise Ancion, Bouli Lanners
Fotografia: Jean-Paul de Zaetijd
Produzione: Belgio
Genere: Drammatico
Durata: 84 minuti

Inespresso. / 27 Febbraio 2014 in Un'estate da giganti

Se escludiamo la placida bellezza dei paesaggi mostrati, la messinscena delle avventure di questi tre adolescenti letteralmente abbandonati dalle famiglie mi ha lasciata praticamente indifferente.
Essi devono trovare un posto nel mondo, è vero, sono cuccioli indisciplinati, è vero, ma non li ho trovati amabili, non ho simpatizzato particolarmente per loro (limite mio), ho saputo solo criticare le loro scelte (altro limite personale). Perché li ho trovati in-credibili: anche se le loro vicende fossero puranche ispirate “a fatti realmente accaduti” (come è pure probabile che sia), essi sono un’astrazione, un’ideale, e, in quanto tali, sono stati caratterizzati davvero male. Sono impalpabili, privi di un carattere ben definito e la scelta di focalizzare l’interesse dello spettatore sul più piccolo dei tre, oltre che banale, mi è sembrata depauperante.

Alcuno sembra imparare qualcosa dagli altri due (se non aprire gli occhi sul fatto che gli adulti sono da guardare, non a torto, visti i soggetti con cui hanno a che fare, con sospetto) e la fiducia che ciascuno ripone nell’altro è troppo scontata: non ci sono conflitti, fra loro, non c’è confronto, né spirito di emulazione, nulla.

Non per dare sempre addosso alle scelte della case di distribuzione nostrane, ma il titolo italiano è quantomai facilone ed ammiccante.

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26 Gennaio 2013 in Un'estate da giganti

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo invece sono andato a vederlo perché era un film orgogliosamente belga. Del regista tra l’altro con cui una volta a Liegi facemmo un seminario, quel simpatico cicciotto di Bouli Lanners. Ci sono tre ragazzetti, due fratelli più un altro che si aggiunge, che hanno un’estate da passare, soli, nella casa del nonno morto da poco, profonda campagna belga. Ho già detto tante volte quanto la campagna belga sia terribile. Ad ogni modo, questi affittano la casa a un tizio che ci coltiverà maria, e iniziano una peregrinazione o scoperta del mondo oltre i confini di quel conoscevano. La trama in realtà è debole e strampalata, così come i personaggi che incontrano e gli stessi comportamenti dei ragazzini. Che entrano in una casa e spaccano tutti, salvo poi fuggire come ladri inseguiti, si fanno la tinta bionda (cool) e prendono un sacco di freddo. Ma un protagonista è anche appunto questa fottuta campagna belga, ripresa insistentemente e resa bellissima da un sole forse un po’ innaturale per il Belgio ma che quando c’è la rende una specie di Irlanda del continente. Con verde e campi e boschi e mais, e riprese dall’alto che planano e scoprono altro, senza mai finire. Allo stesso modo procede il processo di scoperta dei tre, che passeranno l’estate della vita in cui “diventano grandi”, anche se non c’è il finale e nessuno lascerebbe tre pischelli così da soli. Ma chissene!

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Huckleberry Belgian, alla ricerca della madre perduta / 10 Maggio 2012 in Un'estate da giganti

Bel film del regista di Eldorado road.
Paesaggi splendidi, un fiume maestoso, campi di mais a perdita d’occhio, strade deserte: questa è la cornice in cui si muovono due fratelli adolescenti e un amico.
Gli adulti? Meglio non averci a che fare.

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