Amanti perduti

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Amanti perduti

Parigi, prima metà dell'ottocento, Boulevard du Temple è la via dei teatri ma anche un quartiere malfamato. Garance è una attrice dalla reputazione non troppo pulita di cui si innamorano molti uomini: il bandito-gentiluomo Lacenaire, il celebre attore classico Fréderic Lemaître, il ricchissimo conte di Montray, e il mimo Baptiste Debureau.
leodefrenza ha scritto questa trama

Titolo Originale: Les Enfants du Paradis
Attori principali: ArlettyArlettyJean-Louis BarraultJean-Louis BarraultPierre BrasseurPierre BrasseurMaría CasaresMaría CasaresMarcel HerrandMarcel HerrandLouis Salou, Pierre Renoir, Jane Marken, Gaston Modot, Fabien Loris, Marcel Pérès, Etienne Decroux, Marcelle Monthil, Louis Florencie, Habib Benglia, Rognoni, Jacques Castelot, Paul Frankeur, Albert Rémy, Robert Dhéry, Auguste Bovério, Paul Demange, Lucienne Legrand, Maurice Schutz, Joe Alex, Nicolas Bataille, Gérard Blain, Bill Bocket, Albert Broquin, Josselin, Paul Temps, Michel Vadet, Roger Vincent, Rivers Cadet, Jean Carmet, Jean Diéner, Guy Favières, Jean Gold, Gustave Hamilton, Jean Lanier, Léon Larive, Marcel Melrac, André Numès Fils, Raphaël Patorni, Pierre Palau, Mostra tutti

Regia: Marcel CarnéMarcel Carné
Sceneggiatura/Autore: Jacques Prévert
Colonna sonora: Maurice Thiriet
Fotografia: Roger Hubert, Marc Fossard
Costumi: Mayo
Produttore: Raymond Borderie, Fred Orain
Produzione: Francia
Genere: Drammatico, Storia, Romantico
Durata: 191 minuti

Dove vedere in streaming Amanti perduti

C’est Magnifique! / 18 Agosto 2018 in Amanti perduti

Ora capisco perché questo film si trovi quasi in ogni lista di pellicole preferite da registi, critici, cinefili e compagnia bella. Un gioiello che non ha mai perso il proprio splendore a distanza di tanti anni e che, nonostante la durata non proprio accessibile a tutti , ovvero: 3 ore nella versione restaurata, scorre via come il corso di un fiume. Impeccabile la ricostruzione del quartiere parigino del Boulevard du Temple (per gli amici “Boulevard du Crime”), che sembra quasi uscito dalle pagine di Hugo e in cui si muovono criminali, prostitute, ciarlatani, attori e funamboli. Inutile dire che, come da tradizione, il titolo italiano non rende giustizia alcuna al film. Il titolo originale “Les Enfants du Paradis” è da preferire all’improbonibile “Amanti perduti”, dato che proprio il loggione (“paradis”, per l’appunto) del teatro dei Funamboles fa da perno fondamentale alla vicenda. Da lì nascono le vicende sentimentali che hanno come riferimento Garance, la donna amata da quattro pretendenti: l’irriverente attore Friedrick, il galante bandito e commediante a tempo perso Lacenaire, il freddo Conte di Montray e il malinconico mimo Baptiste. Una storia d’amore che è quasi un dramma amoroso all’interno del grande spettacolo del teatro (e il riferimento ad una celebre massima del Bardo è più che mai lecita), il tutto accompagnato da una messa in scena impeccabile, da un uso della luce che risalta i primi piani di Arietty (l’attrice che interpreta Garance) e dalle abilità pantomimiche di Jean-Louis Barrault che interpreta una figura tesa tra la comicità chapliniana e la tristezza malinconica del Pierrot innamorato. Uno spettacolo che affascina e folgora, nonostante lo scorrere inevitabile del tempo.

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Il circo dell’amore / 8 Ottobre 2014 in Amanti perduti

Monumentale film del tardo realismo poetico in sospeso tra commedia romantica, pantomima e tragedia, girato in pieno periodo di occupazione nazista tra Parigi e Nizza.
Una folle danza dell’amore, dove gli amanti girano in tondo come i cavalli del circo, senza prendersi mai. Un amore che qui a volte appare quasi come una forma di egoismo; che tu sia una donna angelicata o l’uomo dei sogni, hai le sembianze della mia dolorosa speranza, in cui non c’è spazio per ciò che realmente sei.
Tutto ruota attorno all’ammaliante Garance, interpretata da una già matura Arletty, irriverente diva francese celebre per la sua liaison con un ufficiale della Luftwaffe durante l’occupazione, per cui fu arrestata e brevemente incarcerata; in quell’occasione dichiarò con sarcasmo: “mon coeur est français mais mon cul est international“. Capito il personaggio?
Lo spasimante è il mimo Baptiste interpretato da Jean-Louis Barrault, maestro del teatro totale, dalla gestualità e dalle espressioni semplicemente magiche. Personaggio che comunque risulta irritante nella sua testarda infatuazione.
Tra gli antagonisti il migliore è senza dubbio l’attore viveur Frédérik, un effervescente Pierre Brasseur, autentico padrone del palcoscenico specie in un bellissimo piano sequenza dove “vilipende l’opera drammatica” di tre autori improvvisando un metateatro farsesco che ovviamente manda in visibilio il loggione (o piccionaia, che in francesce è appunto definito “paradis” da cui il titolo).
Per Woody Allen questo è il miglior film della storia del cinema, per i francesi è il miglior film francese della storia. Insomma, la grandeur c’è eccome; poi c’è da dire che a carnevale ognuno sceglie la maschera che più gli aggrada, è naturale. L’importante è che reperiate l’edizione integrale francese (3 ore) e non vi limitiate a quella triturata dalla solita macelleria editoriale italiana (un’ora e mezza).

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