Recensione su Gli amori immaginari

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Il fumo nasconde la merda / 24 Aprile 2020 in Gli amori immaginari

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Les Amours Imaginaires è la storia di una coppia di amici, la cui amicizia viene messa in dubbio quando entrambi prendono una cotta per il medesimo ragazzo, uno sconosciuto incontrato ad una festa: il classico ragazzo bello e dannato.
La sceneggiatura di Dolan non è particolarmente originale, sa di già visto tuttavia la sua regia fatta un po’ di alti e bassi intriga lo spettatore con un buon uso delle inquadrature, delle luci, i colori un po’ alla Almodóvar, e soprattutto l’uso di una buona colonna sonora non originale. Ciò che rende positiva la pellicola però allo stesso tempo risulta esserne un punto debole. Il fascino aesthetic forzato e artificiale rende la pellicola un po’ troppo hipster per i mie gusti, infarcito di cliché, tanto che certe scene, quelle visibilmente piacevoli, sembrano degli spot per una marca di profumi.
I protagonisti sono tutti e tre abbastanza irritanti. I due amici non sembrano tali, e ci vengono presentati senza che sappiamo nulla della loro storia e del loro legame. Difatti allo spettatore non sembra che ci fosse già chissà quale amicizia ben salda tra loro, prima ancora che venisse messa in crisi dal belloccio riccioluto. Entrambi si comportano come dei 15enni in preda a una irrefrenabile cotta adolescenziale, tanto da comportarsi in maniera puerile, irrazionale e immatura, fingendo di essere altre persone per compiacere il ragazzo; tra momenti di silenzio, frasi di circostanza che creano imbarazzo si sfocerà in una scaramuccia tra i boschi. Ma d’altronde l’amore, o forse le cottarelle ci fanno comportare come dei ragazzini idioti.
Il bello e dannato è un tipo ambiguo che non sa nemmeno lui cosa vuole. Forse gode semplicemente immergersi nel suo narcisismo, nel ricevere attenzioni e creare dissidi tra amici per causa sua. Sta di fatto che la coazione a ripetere è sempre dietro l’angolo del nostro inconscio e un anno dopo, quando l’amicizia sembra essersi risaldata, ecco un altro bello e dannato da inseguire e pronto a mettere zizzanie e a creare nuovi dissapori.

Il film poteva durare meno, con 15 o anche 20 minuti in meno, così avrebbe reso la visione più piacevole, perché non ho apprezzato le pseudo-interviste.

Voto: tra un 6 e un 6½

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