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  • Un film d’animazione dalla trama semplice e lineare che regala momenti di grande divertimento

Recensione su L'era Glaciale

/ 20027.4770 voti

Un film d’animazione dalla trama semplice e lineare che regala momenti di grande divertimento / 10 luglio 2011 in L'era Glaciale

20.000 anni fa, all’inizio dell’era glaciale, mentre gli altri animali, per sottrarsi al freddo incombente, si dirigono verso sud, un bradipo tanto maldestro quanto logorroico, Sid, un mammuth solitario e taciturno, Manfred detto Manny, e una tigre doppiogiochista, Diego, si ritrovano a dover accudire un neonato eschimese, Roshan, scampato miracolosamente, grazie al coraggio della propria madre, morta subito dopo averlo tratto in salvo, ad un feroce attacco portato da alcune tigri, tra le quali anche Diego, all’accampamento in cui egli viveva assieme alla sua famiglia. Le tigri intendevano vendicarsi del padre del bambino, reo di cacciarle al solo scopo di usarne la pelle per farne delle pellicce con le quali proteggersi dalle rigide temperature invernali. Fallita la vendetta, Diego escogita un piano per catturare Roshan. Si finge amico di Manny e Sid, ma il suo intento è quello di ingannare i suoi compagni di ventura per poter rapire il piccolo in modo tale da poterlo offrire in pasto al branco di cui egli fa parte. Sid e Manny, completamente all’oscuro di tutto ciò, credono che Diego voglia aiutarli a riportare il neonato da suo padre. Il racconto del viaggio dell’insolito e non molto affiatato terzetto si sovrappone con le mille peripezie tragicomiche di cui si rende protagonista uno scoiattolo, Scrat, alle prese con il disperato tentativo di catturare una ghianda.
Questo film, più che nella trama, la quale si sviluppa in maniera lineare e ordinata, trova i propri punti di forza nella caratterizzazione dei personaggi e nel modo in cui questi interagiscono tra loro. A farla da padrone sono gli esilaranti battibecchi a cui danno vita Manny e Sid, che non possono non ricordare quelli altrettanto divertenti tra Shrek e Ciuchino nel primo episodio della saga dedicata all’orco verde; ma il personaggio che risalta su tutti gli altri è, senza dubbio, quello di Scrat, scoiattolo ossessionato dall’idea di catturare una ghianda, un’ossessione che lo porterà a combinarne di tutti i colori, con il risultato di generare gag a dir poco esilaranti, che da sole varrebbero la visione del film.
Con la sola eccezione di Roshan, i personaggi degli umani rimangono in secondo piano; la scena, quindi, è tutta per i sopracitati Sid, Manny, Diego e Scrat, le cui disavventure innervano una pellicola che tesse un convincente elogio allo spirito di gruppo. Coniugando con intelligenza risate e lacrime (due le scene struggenti da citare: quella in cui Manny ricorda il proprio passato davanti ai graffiti incisi sulla parete di una grotta e quella in cui il piccolo eschimese si ricongiunge con suo padre), la pellicola regala ottanta minuti di ottimo intrattenimento. Sebbene la voce di Pino Insegno (che doppia Diego) sia dura da digerire, il doppiaggio della versione italiana, tutto sommato, risulta soddisfacente.

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