Recensione su Le village des ombres

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31 gennaio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Perché un horror del cazzo va visto ogni tanto. C’è un prologo da world war II con due nazisti terrorizzati in una casa, con le luci che fanno il cazzo che gli pare, e che sparano contro un armoir. Stacco. Giorni nostri, ci sono due macchinate di amici che vanno verso un villaggio, dove uno di loro ha la casa. Quelli di una macchina scompaiono, il villaggio appare disabitato, incubi e avvenimenti strani si susseguono, mentre continuano a sparire a uno a uno. Piano piano si ricostruisce quali siano le cause soprannaturali di tutto ciò, quello è un villaggio fantasma e maledetto, c’entrano il numero 8 e un bambino che era rinato dalla morte dopo che dei nobili idioti lo avevano bruciato per scoprire il segreto dell’immortalità (ma lo vedi che è sempre colpa dei nobili o dei ricchi? Sarà un caso? Noi di Voyager pensiamo proprio di no), solo uno di tutti si potrà salvare e molto probabilmente non sarai tu. Altro film buio, rumori, flash e poco sangue, troppo lungo, per un horror françois evitabile quanto guardabile. Voilà.

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