Dio esiste e vive a Bruxelles

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Dio esiste e vive a Bruxelles

Forse non tutti sanno che Dio vive sulla Terra, precisamente a Bruxelles, insieme ad una figlia di 10 anni e ad una moglie sottomessa. Dio ha l'aspetto di un uomo comune, particolarmente scorbutico e possessivo, un vero misantropo. La figlia, stanca di vivere chiusa tra le quattro mura del loro misero appartamento, si ribella e mette mano al computer di Dio, dove sono conservate le date di morte di tutti gli esseri umani, rendendole note e scatenando un vero putiferio.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Le tout nouveau testament
Attori principali: Pili GroyneBenoît PoelvoordeYolande MoreauCatherine DeneuveFrançois DamiensSerge Larivière, Didier De Neck, Laura Verlinden, Romain Gelin, Marco Lorenzini, Johan Heldenbergh, Anna Tenta, David Murgia, Gaspard Pauwels, Bilal Aya, Johan Leysen, Dominique Abel, Lola Pauwels, Sandrine Laroche, Louis Durant, Jean Luc Piraux, Anne-Pascale Clairembourg, Alice van Dormael, Caroline Lambert, Jérôme Varanfrain, Aïssatou Diop, Armand Van Dormael, Viviane de Muynck, Pascal Duquenne, Hervé Sogne, Kody Kim, Besnik Limani, Michèle-Anne De Mey, Jean-François Wolff, Norbert Rutili, Luc Schiltz, Harry Cleven, Jean-Henri Compère, Tom Audenaert, George Nixon, Ivone Semedo, Christian Magnani, Tom Canivet, Clara Gunzig, Agatha Eleanor Masson, Nora Young, Anne-Marie Loop, Fabien Zeimes, Gabriel Boisante, Charlie Degotte, Thérèse Kobankaya, Elisa Echevaria Menendez, Diego Dalmans, Hannah Gunzig, Eiaël Lefranq Binon, Nora Alberdi Perez, Kiko Mirales, Tanguy De Backer, Elsa Houben, Julien Jakout, Cyril Perrin, Jaco Van Dormael
Regia: Jaco Van Dormael
Sceneggiatura/Autore: Jaco Van Dormael, Thomas Gunzig
Colonna sonora: An Pierlé
Fotografia: Christophe Beaucarne
Costumi: Caroline Koener
Produttore: Jaco Van Dormael, Daniel Marquet, Olivier Rausin
Produzione: Francia, Belgio, Lussemburgo
Genere: Commedia, Fantasy
Durata: 105 minuti

particolare…. / 22 Agosto 2017 in Dio esiste e vive a Bruxelles

Non è nè bello nè brutto, ma senza dubbio interessante.
Si ride, si sorride, si riflette.
Una pellicola che a prima vista può sembrare stupida ma nasconde domande e risposte sulla vita e sull’importanza della religione. Da capire.
L’ho consigliato a 4/5 amici ma solo uno m’ha detto “che fico, m’ha fatto riflettere”… tutti gli altri hanno visto una cazz**e.
mah… io un bel 7 glie lo do.

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Se……esiste / 4 Ottobre 2016 in Dio esiste e vive a Bruxelles

Ero intento ad urinare in una toilette di un pub, quando il mio sguardo si pose su una scritta( una delle tante che infarciscano i cessi pubblici) ” Dio esiste, l’ho sentito abbaiare”…
Questa mia digressione è per dire che il film ad un certo punto si è perso in un eco lontano, un guaire in lontananza. Mi aspettavo di più avevo sperato in un Moonrise Kingdom europeo, i presupposti c’erano tutti, invece ahimè no è successo.
Sia chiaro ho sorriso, anzi riso, mi ha fatto riflettere su molte cose, ma non ha saziato il mio gusto cinefilo.
La ragazzina Ea protagonista è molto brava (Pili Groyne) invece questo dio interpretato dal vulcanico Benoît Poelvoorde è stato poco sviluppato. Mi è piaciuta la Catherine Deneuve, quando si dice una grande attrice, che riesce con grande ironia fare un personaggio sopra le righe.

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Un Dio diverso / 11 Maggio 2016 in Dio esiste e vive a Bruxelles

Un film particolarmente geniale e anche molto divertente.
Dio vive sulla terra, a Bruxellles e non è proprio una bella “persona” anzi.
Da qui la storia narrata dalla figlia che non ne può più e prima di scappare di casa (dietro consiglio del fratello Gesù) decide di vendicarsi del padre inviando a tutto il mondo la data di morte a tutti gli esseri umani.
Il mondo si stravolge.
Molto più che una commedia con un finale veramente particolare e inaspettato.
Qui non entra in gioco le religioni ma il senso vero della vita. Il valore di questa, il non sprecarla, il viverla intensamente fino all’ultimo secondo. Il sopravvivere non fa parte del messaggio che vuole inviarci il regista.
Consigliato “vivamente”… 🙂
Ad maiora!

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Potenziale esplosivo in rapido esaurimento / 7 Gennaio 2016 in Dio esiste e vive a Bruxelles

(Cinque stelline e mezza)

Lo spunto è davvero eccellente, mentre lo sviluppo mi è parso logorroico e, in qualche maniera, fine a se stesso, nel suo continuo affastellarsi vagamente sterile di storie curiose che esauriscono abbastanza presto il potenziale esplosivo della traccia, lasciando a numerosi “esperimenti” tecnici (soprattutto legati ai vfx e alla fotografia) l’onere della buona riuscita del film.
Alcune intuizioni grottesche sono davvero degne di nota: i supermercati e il cinema sarebbero stati creati prima di Adamo, l’origine dell’Uomo avrebbe visto la luce in un appartamento di Bruxelles, Dio viene letteralmente partorito -con tanto di finto liquido amniotico e saponoso- da una lavatrice.
Ça va sans dire, la rappresentazione di un Dio misogino, misantropo e privo di attributi divini è tra le cose più caustiche e meglio riuscite, supportata bene dal viso e dalla mimica di Poelvoorde.

Domanda pedante: in cotanto profluvio di inventiva, come mai la faccenda della musica interiore non ha dato luogo ad una sola, grande sinfonia?

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Hai un timer nella tasca / 20 Dicembre 2015 in Dio esiste e vive a Bruxelles

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo film belga (dichiarazione di orgogliosa belgicità subito all’inizio dei titoli) mi è sfuggito come un’anguilla per due settimane, prima di prenderlo. Attraverso la voce off di Ea, figlia di Dio, viene raccontato che quest’ultimo vive in un appartamento a Bruxelles, dove piove spesso ma questa non è che una nota mia di colore (grigio), senza uscite e con un computer anni ‘90 tramite cui governa le sorti del mondo. Più che altro divertendosi a piagare l’umanità, lanciando e inventando su di essa varie sfighe per passatempo, alla stregua delle divinità dell’Olimpo greco. L’umanità stessa è stata creata per passatempo, da questo demiurgo che gira in vestaglia e calzini e ciabatte, si sfascia di birra dall’etichetta rossa come ogni belga che si rispetti e tiene moglie innocua e paurosa. Ea, con l’aiuto del fratello JC, già assurto alle cronache del tempo circa un paio di mila anni fa, fugge all’esterno attraverso la lavatrice, dopo aver mandato agli uomini le date della morte di ognuno via sms (non ricorda un po’ Prometeo col fuoco?) e bloccato il pc paterno. Il suo obiettivo è trovare 6 nuovi apostoli, presi a caso, e scrivere le Tout nouveau testament, che sarebbe anche il titolo originale, espressione bruttamente tradotta in IT come Nuovo nuovo testamento. Dio e moglie sono Benoit Poelvoorde, che ne ha fatta di strada da quando stuprava infermiere in C’est arrivé chez de près vous, e Yolande Moreau, praticamente tutti gli attori belgi famosi (dove hanno messo Bouli Lanners? eh?). Tutto il film è giocato sullo sguardo di Ea, la quale è diversa dai suoi apostoli su un doppio registro, in quanto nella maggior parte dei casi bambina vs adulti ma anche divinità vs umanità, e su tutte queste differenze si può svolgere la vicenda. Gli apostoli hanno storie banali ma con sempre una nota di eccentrismo, ce qui est très belge ed è la cifra stilistica di una cinematografia nazionale più che di questo o quell’autore. Le loro storie sono strampalate e strampalatamente stanno insieme, prendendo derive piuttosto scontate e annacquando l’impianto iniziale, basato su un’idea altrettanto strampalata ma originale e coerente, la situazione famigliare di Dio e la domanda su cosa fare della propria vita una volta che se ne conoscesse la scadenza. Accelerazioni di computer grafica verso il finale tinto di rosa, con rischio di derapata nel temibile effetto Al di là dei sogni, brrr.
Dio esiste e viene delocalizzato in Uzbekistan, ultimo contrappasso nella serie di sfighe che ha inventato e che è piacevole vedere ritorcersigli contro.

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