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Recensione su Le soldatesse

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Le donne e la guerra / 25 aprile 2014 in Le soldatesse

Le due tematiche di fondo si palesano già nel titolo. Ma non stiamo parlando ovviamente di donne in divisa, i tempi del soldato Jane sono ancora lontani; le soldatesse cui si fa riferimento sono donne normali, donne di popolo, donne che partecipano sì alla guerra, ma su altri fronti e senza un fucile in mano.
Si narrano infatti le vicende di un gruppo di giovani prostitute destinate ai bordelli militari italiani nel viaggio che le vede risalire la Grecia ai tempi dell’occupazione fascista della penisola. A scortarle saranno tre militari italiani, la cui diversa indole si riflette direttamente nei rapporti che essi intrecciano con le ragazze, nonché nel differente modo di affrontare il pericolo derivante dagli attacchi dei gruppi di resistenza locale, pronti a sfociare all”occasione in vera e propria carneficina.
Ne vien fuori una critica alla crudeltà e all’assurdità della guerra che investe ogni parte e che prende corpo nella persona stessa del protagonista, che ne è ormai profondamente disgustato e nella sua controparte femminile, Eftichia, con la quale instaurerà una breve ed intensa relazione, essa stessa emblema di un conflitto che irrimediabilmente spezza, separa, disgiunge popoli e cuori.
L’ottimo cast prevede un intensissimo Tomas Millian (che gli appassionati de Er Monnezza faticheranno davvero a riconoscere) in veste di protagonista.
Considerato un film minore andrebbe assolutamente rivalutato, per cui non posso che consigliarne la visione.

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