Recensione su Il passato

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9 marzo 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

La storia di una larga famiglia, che si contrae ed espande nelle conflittuali relazioni tra i suoi componenti, più o meno iraniani immigrati in Francia, più o meno ai bordi della periferia, immagino parigina. Ahmad torna, per ufficializzare il divorzio da Marie, la quale vuole sposare con Samir, il più triste di tutti tristi, che non sorride maimaimai per tutto il film. A loro si aggiunge una casa cadente e da rimettere a posto, come i rapporti di tutti con chiunque, e tre figli di questo e quello. E una moglie in coma di Samir. Ahmad, il corpo ormai estraneo che ritorna e innesca tutto il resto, è un insopportabile grillo parlante iraniano, che prende tutti uno per uno da parte e comincia a fargli domande retoriche. Forse è questo quel che volevi? Vuoi forse che… ? Nella seconda parte il dramma relazionale vira sui toni di un inatteso giallo famigliare, con ricerca del colpevole (è casuale il coma di quella in coma? Che fine avrà fatto Carmen Sandiego?), bugie ed omissioni. Ognuno cerca di salvare se stesso e gli altri, e più tenta più peggiora, soprattutto la figlia maggiore, laquelle rilascia informazioni insopportabilmente goccia a goccia. Il passato del titolo è l’incontournable scoglio da superare nei rapporti interpersonali per andare avanti, e tutti dapprincipio fingono (credono?) di averlo superato senza problemi e nessuno è nel vero, e lo dimostrano gli incontri che diventano scontri. Dipinto di famiglia moderna ma non post, tenuto soprattutto nei margini stretti di focolai domestici o spazi comunque chiusi, e delle relazioni scoppiate, e la salsa iraniana e il loro parlare ricorsivo e ondeggiante bellissimo non rende il racconto meno universale.

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