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Le notti bianche

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Le notti bianche
Le notti bianche

In una città nebbiosa e surreale Mario si imbatte casualmente nella giovane e solitaria Natalia. Ne rimane immediatamente colpito e comincia a frequentarla. Ma la ragazza è innamorata di un uomo conosciuto l'anno prima, di cui attende ogni notte il ritorno che le è stato promesso. Solo l'ostinazione di lei tiene in piedi un rapporto sentimentale tanto illusorio. La storia è tratta dall'omonimo racconto di Dostoevskij.
mandelbrot ha scritto questa trama

Titolo Originale: Le notti bianche
Attori principali: Maria SchellMarcello MastroianniJean MaraisMarcella RovenaMaria ZanoliElena Fancera, Pietro Ceccarelli, Angelo Galassi, Renato Terra, Corrado Pani, Dirk Sanders, Clara Calamai, Giorgio Albertazzi, Lys Assia, Enzo Doria, Carla Foscari, Ferdinando Gerra, Leonilde Montesi, Sandro Moretti, Mimmo Palmara
Regia: Luchino Visconti
Sceneggiatura/Autore: Luchino Visconti, Suso Cecchi d'Amico
Colonna sonora: Nino Rota
Fotografia: Giuseppe Rotunno
Costumi: Piero Tosi
Produttore: Franco Cristaldi
Produzione: Italia, Francia
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 101 minuti

18 Luglio 2013 in Le notti bianche

Rivedere al cinema le notti bianche è una esperienza da non perdere, la fotografia, la fotografia è tutto in questo film. Perché la magia del luogo, la consistenza della luce, le ferite delle ombre sono la forza emozionale di tutta la pellicola. E stiamo parlando di un film girato in quella magia che era Cinecittà che ricostruisce il quartiere Venezia di Livorno (a proposito, tutti gli anni in estate lì si svolge Effetto Venezia, una settimana di avvenimenti e spettacoli lungo i canali della città) e lo fa restituendo la forza veridica del falso.
Esempio miracoloso della elaborazione cinematografica della parola scritta Le notti bianche testimonia il periodo d’oro dei nostri professionisti della sceneggiatura che prendono un capolavoro, lo svuotano, lo riproducono fedelissimamente, lo tradiscono pienamente e ne fanno un altro capolavoro attraverso un altro linguaggio. C’e una legge nel campo del cinema, da un romanzo brutto ne trarrai un film bello e viceversa, ma Visconti scusate faceva sempre capolavori, da romanzetti banaletti, Senso, e da capolavori assoluti, Il Gattopardo. E questo, considerato un film minore, lo è.
Fotografia impietosa dell’impiegatuccio italiano il film non racconta le notti insonni di un sognatore (grandissimo tradimento di Dostoevskj), ma le peregrinazioni di un uomo senza grande immaginazione, l’esempio perfetto del realismo limitato, ma anche la spia del malessere del burocrate senza respiro, del giovane smorzato ancor prima di subire le delusioni della vita.
E’ lei, la ragazza che in verità sogna, sogna perche invasa da amore. E tutta la sua vita piccola e minuta, potremmo dire parimenti soffocante, in verità brilla di affetti, di dolcezza, di sentimenti delicati alla luce di una passione che la arde. Perché gli occhi di Maria Shell ardono nella cocciutaggine della ricerca del suo amore lontano da un anno, ardono di una tensione imperiosa al ricordo del viso di lui, ardono senza limiti, senza calcoli.
I due protagonisti si scoprono nelle loro solitudini, compiono le piccole cose che fanno i giovani: si raccontano, vanno a ballare, passeggiano, guardano glia astanti, litigano. Come da romanzo l’attesa si dilunga, la fiducia si incrina e lui, un Marcello Mastroianni dalla bellezza impressionante, reo di aver sabotato la storia d’amore di lei gettando una lettera che gli aveva consegnato (altro tradimento del libro, perché lì il protagonista è colmo di sogni, qui ne è totalmente privo), quasi la convince ad accettare la sua compagnia calda e rassicurante.
Ma lei brucia e senza bruciare non sia ama.
Spettacolare la nebbia nel film che trasfigura il senso del nulla della vita di Mastroianni, spettacolare la nevicata, brillante, quasi fosforescente. Bello.

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26 Febbraio 2011 in Le notti bianche

L’ho trovato un po’ lento, ma la musica, gli attori, il set, la conclusione – tutto bellissimo.