Recensione su Il disprezzo

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Le mépris / 8 gennaio 2017 in Il disprezzo

Da vedere assolutamente in lingua originale con sottotitoli perché la versione italiana del film (e quasi tutti suoi film)è stata censurata in molte scene e dialoghi.
Dialogo tra sceneggiatore e produttore nel film:
“io so bene che lei accetterà il lavoro perché lei ha bisogno di soldi”
“è vero,come lo sa?”
“lo so perché mi hanno detto che ha una moglie bellissima.”
Un film che va contro i principi del regista e quelli della Nouvelle vague,ha voluto stavolta andare controcorrente ,infatti fu prodotto con un bilancio economico alto e con star di primissima grandezza.Il risultato è straordinario,curato fino ai minimi dettagli,dalla fotografia magnifica,inquadrature da mozzare il fiato,una colonna sonora stupefacente.Ciò che stupisce di più, ogni volta che si guarda un film di Godard, è la capacità di anticipare i tempi, di cogliere il momento presente lasciando sempre un’impronta di artista,si fa fatica a credere che sia stato realizzato in quel determinato anno.Adorato dai cinefili e dai registi di ieri e di oggi (Scorsese,Bertolucci,David Lynch,Tarantino…)molti dicono che sia il film culto della Nouvelle vague che diventa manifesto del subconscio del regista attraverso i suoi interpreti,gli attori sono in simbiosi tra loro e con il regista tiranno.Il ritmo è lento e silenzioso proprio per entrare nella psicologia dei personaggi e del “definitivo per caso” .La prima versione del film non piacque ai produttori americani:per loro era inaccettabile che non venissero introdotte scene di nudo della Bardot,ricattandolo,furioso fu costretto a modificarlo all’ultimo momento,il disprezzo per gli americani crebbe in lui notevolmente.La stessa Bardot,per suo desiderio, si cimenta nel cinema d’autore ,grazie a Godard la diva per antonomasia del momento, la solare e biondissima Brigitte Bardot , in uno dei ruoli più dignitosi, quasi intellettuali della sua carriera.,interpreta alla perfezione il tipico personaggio godardiano,una donna estremamente moderna ma disillusa,senza speranza ,che vive per inerzia,come se nella sua vita tutto fosse perduto,condizione nella quale assume anche nella mimica facciale e linguaggio del corpo, praticamente interpreta il ruolo di sé stessa. Il primo film dentro un film:c’è una stretta correlazione e contrasto se vogliamo tra la civiltà antica e quella moderna,il tramonto del cinema e il rapporto di coppia in declino tra i due protagonisti ; i legami difficili tra regista ,sceneggiatore e produttore.Vale la pena guardarlo solo per vedere il leggendario regista Friz Lang (che interpreta il ruolo di sé stesso) dietro la macchina da presa.

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