Recensione su Alba tragica

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Cupio dissolvi / 7 settembre 2015 in Alba tragica

Cupo drammone di Carné, regista dell’ impareggiabile Enfants du Paradis.
Jean Gabin, sigaretta pendula che sbuca sempre accesa dal volto di pietra, si aggira braccato nel suo appartamento dopo aver ucciso un viscido domatore di cani. Fuori, il trambusto della polizia, della piazza, del pianerottolo che commenta il fattaccio. Monologhi e passeggiate da belva in gabbia passano davanti allo specchio, ben presto crivellato di colpi come simmetricamente avviene per la finestra che dà sulla piazza. I suoi riflessi vengono inframmezzati da dissolvenze che ci conducono con dei flashback a ripercorrere la sua inquieta vicenda amorosa.
Ad un certo punto c’è un interessante dialogo urlato tra lui e la folla nella piazzetta di sotto, tutto si conclude con una bomboletta di gas che diventa quasi la nebbia di un mesto cupio dissolvi.
Patetico il dialogo tra le due amanti di Gabin, che un po’ smorza la bella fierezza disincantata di Arletty, mentre la più giovane è in preda a una inusitata febbre da angoscia per le sorti dell’amato.

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