Recensione su Fuoco fatuo

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Volevo tanto essere amato, che mi sembra d’amare / 5 Giugno 2013 in Fuoco fatuo

Il 23 luglio è la data che troviamo scritta sullo specchio della camera di Alain Leroy e questa data è quella in cui ha deciso di suicidarsi.
Il film di Louis Malle è tratto dal romanzo “Le feu follet” di Pierre Drieu La Rochelle, scrittore francese dimenticato a causa delle sue dichiarate simpatie fasciste.
Non è un caso che Malle abbia scelto di girare questo film, perché il regista, come il protagonista della storia, è un 30enne che analizza la sua vita partendo da un passato ricco di dissolutezze.
Quel che ne viene fuori è un film che inquadra gli ultimi giorni di vita di Alain, giorni che scorrono sotto il segno della confusione e dello smarrimento.
Incontra vecchi amici:

– “Ma tu come ti senti?”
– “Molti vuoti, momenti atroci.”
– “Ma ce la fai?”
– “A fare che? È finita per me, non l’hai capito?”

E poi il 23 luglio si spara al petto. Tutto è effimero, un fuoco fatuo.

“Non è la vita stessa che condanno, ma ciò che contiene di spregevole. Ero pieno d’alcool prima che me ne accorgessi. Ho cominciato ad aspettare le cose e bevevo. Poi un giorno mi sono accorto che avrei passato la vita aspettando: le donne, i soldi, l’azione. Allora mi sono ubriacato a morte.”

3 commenti

  1. yorick / 15 Giugno 2013

    Sì, era questa la rece-copia.

  2. yorick / 20 Giugno 2013

    http://www.youtube.com/watch?v=rDoYdnjNKmA

    Va be’, dai, vado a guardarlo.

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