Recensione su Le conseguenze dell'amore

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La scoperta di un grande autore / 19 Giugno 2012 in Le conseguenze dell'amore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Toni Servillo da una grande interpretazione di Titta, fatta di mezzi toni, di sguardi sottili, silenzi, delineando un uomo sconfitto, senza coraggio, che ha rovinato tutta la sua vita e i rapporti con la sua famiglia da scelte che non ci vengono dette, un fantasma che vaga di notte nell’albergo ascoltando le conversazioni private dei vicini di camera. Vive in questo esilio forzato imposto da altri, ma che accetta passivamente. Sarà la passione, l’amore per Sofia, la barista dell’albergo, interpretata da Olivia Magnani, a farlo destare da questo coma esistenziale, con tutti i rischi e, come dice il titolo, con le conseguenze di un amore forse neanche ricambiato, ma tanto basta per dare al protagonista una via di fuga da questa non-vita, con piccoli gesti che iniziano ad infrangere le regole di un’esistenza che sembrava immutabile, attuando una rivoluzione che lo porterà alla morte. Proprio con quest’ultima il film che si apre, con un carro funebre che appare dietro il protagonista come a preannunciare la morte finale. È una morte silenziosa, ma dignitosa, anch’essa accettata passivamente, ma non una sconfitta, perché Titta è tornato a vivere, ad esserci, a effettuare atti di compassione. In questo film la trama è semplice e basilare, a Sorrentino questa non interessa, a lui interessano i personaggi, i loro pensieri e i loro cambiamenti, gli scruta con la macchina da presa nei tempi morti, facendo sentire il vuoto che li circonda. La sua è una regia quadrata, geometrica, ma con forti movimenti di macchina, sostenuta da una fotografia di Luca Bigazzi, allo stesso temo elegante e inquietante, come il suo protagonista.

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