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Le conseguenze dell'amore

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Le conseguenze dell'amore

Il potere di trasmettere attraverso lunghi silenzi / 13 Febbraio 2017 in Le conseguenze dell'amore

Un eccezionale Toni Servillo in un capolavoro di Sorrentino che come al solito parla con le immagini, pochi dialoghi, lunghi silenzi che descrivono solitudine e nostalgia, colori spenti, solo a trequarti del film il protagonista inizia a vivere, per via delle conseguenze dell’amore? 8.

Le conseguenze di Sorrentino / 16 Maggio 2016 in Le conseguenze dell'amore

Sorrentino è sempre stato un regista discusso, amato/odiato dalla critica. E’ inevitabile, però, affermare come “Le conseguenze dell’amore” sia una pellicola controcorrente. Servillo recita magistralmente la parte di un inetto, costretto a collaborare con cosa nostra per un affare andato male. Il risultato? Ha sprecato tutta la vita e solo al suo 50* anniversario di compleanno se ne rende conto. Almeno, solo ora che ha conosciuto le conseguenze dell’amore …

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25 Maggio 2015 in Le conseguenze dell'amore

Sarebbe stato un 8 se non fosse che ho trovato, in alcuni punti, la recitazione di tutti un po’ “forzata”.

Anyway, nonostante la lentezza dell’intero film, tiene incollati dall’inizio alla fine, in un crescendo di tristezza, solitudine, rassegnazione.
Servillo sublime, as usual.

8 Marzo 2014 in Le conseguenze dell'amore

Vivere in eterna solitudine, sempre con gli stessi pensieri, compiendo sempre le stesse azioni, sperando che qualcosa o qualcuno ci salvi da questo limbo, che ci faccia tornare alla vita.
Quel qualcosa sono gli occhi di una persona a noi vicina, il suo contatto, il solo poterle parlare, anche solo per un istante…che bello poter avere di nuovo un contatto umano, che bello poter rivivere un emozione, sentirsi di nuovo vivi…e cosa non si farebbe per poter stare per sempre accanto a quella persona, per quel misero istante di felicità…
E’ il terzo film di Sorrentino che vedo(dopo “L’uomo in più” e “la grande bellezza”) e ancora una volta sono rimasta colpita dalla sua immensa profondità…il regista partenopeo ha dato vita a un noir di altissima classe che seduce lo spettatore già dal primo fotogramma con inquadrature che indugiano su sguardi, su occhiate timide, furtive e allo stesso tempo appassionate…in primo piano c’è sempre il volto di un uomo, sempre quello di Toni Servillo, il volto di un uomo al quale è stata rubata ogni gioia di vita, il volto di un uomo che vive meccanicamente sempre la solita esistenza, il volto di un uomo schiavo di una vita che non gli appartiene.
Il film di Sorrentino riesce a sorprenderti per la bellezza delle sue immagini, per la claustrofobia che circonda ogni situazione, per il susseguirsi di fotogrammi che ci raccontano la vita notturna di un uomo in perenne crisi d’insonnia che, pur di non pensare alla sua misera vita, compie indefessamente mille azioni, mille gesti…e poi c’è quella voce fuori campo, quella voce che ci racconta, che da spiegazioni e rassicurazioni più a noi stessi che al personaggio…meraviglioso.
Una sceneggiatura fatta di pochissime battute ma essenziali, di dialoghi talvolta buffi e ironici, ma totalmente inerenti alla condizione e allo stato d’animo del protagonista.
Le musiche sono perfette, completamente intimiste e ritmate, atte a rimarcare ogni istante i movimenti di una vita lenta, di una vita noiosa, di una vita sempre uguale, una sorta di prigione senza fine, senza via d’uscita.
Un film inconsueto e bellissimo, un film interamente costruito sull’introspezione di un uomo fragile, con le sue paure che sono le stesse che albergano in ognuno di noi, un uomo con il quale è fin troppo facile immedesimarsi.
C’è solo l’amore che può salvarci, solo l’amore è in grado di salvare un uomo, di riportarlo alla vita…ecco che gli splendidi occhi verdi di una giovane barista, ecco che l’amore silenzioso sconvolge tutto un intero equilibrio, riporta l’uomo alla vita, anche se per brevissimo tempo.
Non ho parole adatte per descrivere la bravura di Toni Servillo, nella freddezza delle sue espressioni del viso(sempre corrucciato, sempre cupo, sempre composto) , dimostra tutto il dolore di chi è stato condannato dalla vita a un intera esistenza fatta solo di solitudine.
Dietro tutto questo c’è la bravura di Sorrentino, c’è il suo stile curatissimo nei minimi particolari, c’è la sua introspezione, c’è il suo talento onirico e surreale.
Sarà un’altra frase fatta e banale, ma anche in questo caso ci troviamo davanti a un film non per tutti…ti lascia dentro un vuoto e un amarezza che facilmente si riescono a dimenticare…
Uno dei film italiani più belli degli ultimi anni, figlio di uno dei più grandi talenti degli ultimi anni.
Bellissimo e immensamente triste.

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Languore svizzero / 10 Settembre 2013 in Le conseguenze dell'amore

Pellicola limpida, un noir dal tremendo languore svizzero con un algido, impassibile Servillo.
Dopo un primo falso contatto con Sorrentino, segnato dallo sbadigliosissimo Divo, trovo ora conforto in questa sua opera precedente.
Finale gelido e tagliente.

26 Maggio 2013 in Le conseguenze dell'amore

E’ un film pressoché impeccabile, i reparti tecnici adempiono magistralmente al loro lavoro, la regia è sopraffina, sfacciata, forte ma non invadente. La sceneggiatura è una gran bella sceneggiatura e Toni Servillo centra in pieno l’obbiettivo, come suo solito. Le tematiche affrontate sono importanti e non prive di fascino, primo tra tutti il tema della vita vissuta nella gabbia della crudelltà umana.

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13 Gennaio 2013 in Le conseguenze dell'amore

Pellicola che racconta la storia della solitudine di un uomo con uno stile minimalista e discreto. Nonostante un grande attore (Tony Servillo) e una fotografia stupenda, il film non convince a pieno, vittima di una storia che forse non decolla mai, lasciando nel finale un esagerato stato di spaesamento e perplessità.

5 Gennaio 2013 in Le conseguenze dell'amore

Colonna sonora molto bella e Servillo molto bravo. Ma il film in sé non mi ha convinto molto.

La scoperta di un grande autore / 19 Giugno 2012 in Le conseguenze dell'amore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Toni Servillo da una grande interpretazione di Titta, fatta di mezzi toni, di sguardi sottili, silenzi, delineando un uomo sconfitto, senza coraggio, che ha rovinato tutta la sua vita e i rapporti con la sua famiglia da scelte che non ci vengono dette, un fantasma che vaga di notte nell’albergo ascoltando le conversazioni private dei vicini di camera. Vive in questo esilio forzato imposto da altri, ma che accetta passivamente. Sarà la passione, l’amore per Sofia, la barista dell’albergo, interpretata da Olivia Magnani, a farlo destare da questo coma esistenziale, con tutti i rischi e, come dice il titolo, con le conseguenze di un amore forse neanche ricambiato, ma tanto basta per dare al protagonista una via di fuga da questa non-vita, con piccoli gesti che iniziano ad infrangere le regole di un’esistenza che sembrava immutabile, attuando una rivoluzione che lo porterà alla morte. Proprio con quest’ultima il film che si apre, con un carro funebre che appare dietro il protagonista come a preannunciare la morte finale. È una morte silenziosa, ma dignitosa, anch’essa accettata passivamente, ma non una sconfitta, perché Titta è tornato a vivere, ad esserci, a effettuare atti di compassione. In questo film la trama è semplice e basilare, a Sorrentino questa non interessa, a lui interessano i personaggi, i loro pensieri e i loro cambiamenti, gli scruta con la macchina da presa nei tempi morti, facendo sentire il vuoto che li circonda. La sua è una regia quadrata, geometrica, ma con forti movimenti di macchina, sostenuta da una fotografia di Luca Bigazzi, allo stesso temo elegante e inquietante, come il suo protagonista.

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15 Aprile 2011 in Le conseguenze dell'amore

Un uomo solo, elegante e riservato, passa la sua vita tra il bar di un albergo e la sua camera. Una figura anonima, che sembra in attesa di qualcosa; quasi un’anima intrappolata in un purgatorio al quale è indifferente, con la sola eccezione della giovane barista, che si ostina a spiare ma a non ricambiarne il saluto.
Il film si muove con ritmo misurato, cadenzando il passo con progressivi colpi di scena che svelano la trama misteriosa. In tutto questo spicca il volto di Servillo, altero e impassibile; come nel ‘Divo’, ancora più delle battute, contano la gestualità e l’espressività con le quali fa parlare il personaggio .
Titta DiGirolamo è una maschera indecifrabile, dietro la quale si nasconde una grande solitudine e un segreto pericoloso. Ogni suo movimento è posato al rallentatore, come se cercasse di controllare tutte le emozioni che il suo corpo può esprimere. Perché, malgrado le apparenze, delle emozioni le conserva ancora, sotto quella scorza gelida. E saranno proprio le conseguenze di questa ritrovata umanità a dare un risvolto alla sua storia.
In una svizzera ordinata ma grigia e inospitale, il protagonista si muove tra 3 ambienti tutti ugualmente asettici e depersonalizzati. Un albergo elegante ma vuoto e dall’ atmosfera ovatta; i luminosi corridoi di un centro commerciale, lungo i quali passeggia indifferente, come capitano di una nave fantasma ; e infine il caveau di una banca nella quale si reca ogni due mesi, con una valigia.
Lunghi movimenti di camera si spostano fluidamente intorno ai personaggi, incorniciando la loro immobilità, o inseguendo la loro sorte; momenti di silenzio e di melodia s’intervallano a suoni elettronici e sincopati, rendendo ancora più strana l’atmosfera.

Sulla redenzione e il potere salvifico dell’amore.

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O_o / 17 Febbraio 2011 in Le conseguenze dell'amore

uno di quei film in cui, a differenza di molti (tutti?), non ci trovo nulla. Storia piatta, personaggi piatti…”le conseguenze dell’amore”…e la scontatezza di un film.
Mmmmah.

Ogni uomo ha il suo segreto inconfessabile. / 10 Febbraio 2011 in Le conseguenze dell'amore

Le conseguenze dell’amore è un film da GUARDARE:
da guardare perché ha una raffinata fotografia, bellissimi movimenti di macchina soprattutto all’interno dell’albergo (diversi notevoli piano sequenza) dove vive il misterioso Titta di Girolamo, interpretato da un superbo Toni Servillo che in pratica con l’espressività del volto riesce a riempire lo schermo (chi altro poteva farlo??). E tutto questo è raro per il cinema italiano.
Uno stile raffinato e pulito anche nella scelta del commento musicale (una su tutte Ce Matin-La degli air, ma anche Ornella Vanoni con Rossetto e cioccolato), il tutto funzionale alla misteriosa storia dello scontroso protagonista.

C’è da chiedersi se debba di più Servillo a Sorrentino (le conseguenze dell’amore è il secondo della “coppia” e non ultimo) o viceversa, ma forse è come chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina.

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