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Recensione su Last Vegas

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15 maggio 2014

Questi film dove autoironici settantenni mettono in mostra le proprie disgrazie, cimentandosi in affari che non dovrebbero più riguardarli, da un lato mettono tristezza, dall’altro provocano quel minimo di humour che sarebbe nelle intenzioni dei produttori.
Non so se a un pubblico “senior” film di questo genere effettivamente piacciano o se intristiscano pure loro, cosa a mio avviso probabile.
C’è da dire che se non fosse per i grandi nomi messi in campo (un discreto De Niro, un Michael Douglas sopra le righe, un Kevin Kline che è forse quello che si comporta meglio e un Morgan Freeman francamente inguardabile, forse perché pesce fuor d’acqua nei ruoli demenziali) una cosa del genere non poteva nemmeno ipotizzarsi, perché sarebbe stata un flop sicuro.
Invece così lo si guarda, appunto, più per il cast che per altro, anche perché la storia dei nonnetti che vanno a Las Vegas per un bachelor’s party non è di certo catalizzatrice di folle al botteghino.
Come dicevo humour sì presente ma mai travolgente, se non proprio in casi rari, anche perché per l’appunto concentrato sull’autoironia per i vari disagi che arreca la vecchiaia.

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