Recensione su Lars e una ragazza tutta sua

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Un Ryan Goslin atipico, forse mi è piaciuto per questo ? / 11 Giugno 2013 in Lars e una ragazza tutta sua

“Lars e una ragazza tutta sua” è un film di Craig Gillespie, non conoscevo per nulla il regista e cercando scopro che ha fatto solo tre opere cinematografiche. Comincia proprio con questo titolo esso vede come protagonista Ryan Goslin (OMMIODIO ORA BASTA) interpretante un certo Lars, un ragazzo problematico, chiuso in se stesso, fragile. E’ un tipo delicato e non ha ancora superato il lutto materno, avvenuto anni prima a causa della sua venuta al mondo.
E’ un film abbastanza profondo ed unisce una buona dose di commedia al dramma psicologico, traumi infantili e non solo. Analizza il comportamento di Lars, quello del fratello con la moglie passando infine a quello della comunità dove vive, curiosa e turbata allo stesso tempo da un nuovo aspetto della vita del nostro protagonista.
Lars passa le giornate in ufficio, non sembra avere amicizie profonde né una fidanzata.
In sei settimane irromperà nella sua routine (e in quella del paese dove vive), il suo primo amore.
Nulla di strano se non fosse che è una bambola gonfiabile. Da notare come la bambola sia lo specchio di Lars, le sue esperienze, i suoi drammi, le sue paure in plastica. E’ tutto nella sua testa, per lui la bambola è una donna incontrata sul web chiamata Bianca, una Brasiliana con origini Danesi, cattolica, timida, dolce, senza parola (per gli altri).
Lars non è matto, ha solo bisogno di aiuto, ha una sensibilità forse maggiore dei 3/4 dei compaesani -fratello incluso- che lo giudicano strano.
La pellicola suscita una serie di domande, innanzitutto chi è normale ? Ognuno di noi è strano a suo modo, il nipote di Sally devolve i suoi soldi per un gruppo appassionato di U.F.O e la moglie di Marty era una cleptomane, un collega di Lars ha quasi trent’anni ed è attaccato morbosamente a delle action figures, Sam invece mette dei maglioncini ai suoi cani… maglioncini ai cani, t’avrei messo in galere volentieri.
Altra domanda, cosa fare per riportare Lars alla “normalità” (ammesso, come detto sopra ce ne sia una) senza prepotenza o invadenza.
L’unico rimedio sembra assecondare tutto quello che gli frulla per la testa, quindi dialogare con la bambola come se fosse una persona in carne ed ossa, renderla parte della comunità e soprattutto abbattere dei muri discriminatori.
Nel corso della vicenda si vedrà un cambiamento, in alcuni momenti addirittura brusco, e dei colpi di scena…

E’ un film che mi consigliò una mia professoressa al Liceo oramai quasi 4 anni fa. E’ un film che vi rigiro volentieri, piacevole e tenero.
Da vedere in compagnia di una ragazza o da soli.
Non ve ne pentirete.

DonMax

3 commenti

  1. yorick / 11 Giugno 2013

    La locandina del film è un macello.

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