Recensione su Lars e una ragazza tutta sua

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Massaggi cardiaci ai peluche <3 / 20 Novembre 2012 in Lars e una ragazza tutta sua

Lars è un 27enne sociopatico, timido all’inverosimile, con pochissimi amici e una vita sociale inesistente.
Ma un giorno tutto cambia. Lars si presenta inaspettatamente a casa del fratello, assieme a Bianca, la neo-fidanzata conosciuta su Internet.
“Bè, cosa c’è di strano?” vi chiederete voi. Nulla! Se solo Bianca non fosse una Real doll, una di quelle bambole in silicone identica in tutto e per tutto ad una donna vera.

Da questa premessa, potrebbe sembrare che “Lars e una ragazza tutta sua” sia un film stupido, una di quelle commediole dozzinali all’americana, piene di parolacce e gag idiote, ma non è così. Non è affatto così. Il sesso (solitamente unico scopo per cui procurarsi una bambola del genere) non c’entra niente, il film si basa sui veri sentimenti che Lars nutre per questa “ragazza”. Sentimenti veri!

Ovviamente lui non è che abbia tutte le rotelle a posto; è orfano e vive solo, e nonostante abbia il fratello (Gus) e la cognata (Karim) a due metri da casa che si preoccupano moltissimo per lui, c’è qualcosa che lo fa star male, qualcosa che lo tiene lontano dalla vita vera (e da un guardaroba decente).
Ma qualcosa nella mente di Lars sembra essersi inceppato di colpo, da un giorno all’altro, stravolgendo un po’ la situazione, distorcendogli la realtà delle cose.
E’ come se la sua triste condizione esistenziale fosse stata esasperata a tal punto da essere tramutata in una richiesta di aiuto visibile agli altri. Ed è per questo che la psichiatra ingaggiata per seguirlo, suggerisce ai familiari di assecondarlo in tutto e per tutto in questa storia con Bianca.

Ma al seguito di Gus e Karim, ci si metterà l’intero gruppo di compaesani, che nonostante lo sbigottimento iniziale, accompagneranno Lars in questo cammino verso la consapevolezza, non abbandonandosi mai a discriminazioni e introducendo pian piano Bianca all’interno della comunità. Le assegneranno dei ruoli, la inviteranno alle feste, la tratteranno come una persona vera, tutto per aiutare Lars.
Andando avanti con la visione, Bianca sembrerà quasi più vera di altre persone, facendoci dimenticare che in fondo è solo un pezzo di plastica ben modellato.

Lars è un personaggio di cui ci si può innamorare (come non innamorarsi di uno che fa il massaggio cardiaco a un orso di peluche!? ♥ ). E’ un bambinone, e come un Linus gigante, non riesce a separarsi dalla copertina azzurra con i fiorellini che sua madre aveva fatto per lui poco prima di morire.
E’ goffo, timido, impacciato, interpretato magistralmente da un Ryan Gosling grassoccio e baffuto, sempre più bravo. E’ un ragazzo con un grande cuore e una grandissima sensibilità e solo chi riesce a capirlo, potrà rendersi conto di cos’è il mondo per lui. Un ragazzo che sa suscitare tenerezza e compassione allo stesso tempo, e che per svuotarsi di tutte le brutte cose che ha dentro da anni, inventa una personalità a Bianca.
Bianca infatti non è altro che un alter ego attraverso cui Lars riesce a dar sfogo a tutti i suoi problemi, incubati silenziosamente fino a quel momento. Grazie a Bianca riesce a conoscere un po’ più il mondo, sbloccando anche se stesso, sia con i fatti che con le parole.
Lars ha finalmente trovato il modo per esprimersi.

Questo è un film tenero, nella sua semplicità, come non ne vedevo da un po’. La sceneggiatura è originale e spassosa, ma i temi trattati, più forti e delicati, sono affrontati con una sensibilità stupefacente. Quasi da lacrima.
Un film che fa capire come una semplice stretta di mano può diventare un grande traguardo verso una visione più concreta del mondo.

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