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Recensione su L'armata delle tenebre

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Fool, Fantasy & Fun! / 9 maggio 2015 in L'armata delle tenebre

Anche se si può benissimo vedere come un film a sé, L’ARMATA DELLE TENEBRE (ARMY OF DARKNESS, 1992) è l’epilogo in chiave fantasy-comica di una trilogia iniziata con un horror duro e sanguinario, LA CASA (EVIL DEAD, 1982), e proseguita con un sorprendente horror comico come LA CASA 2 (EVIL DEAD 2, 1987). Tutti e tre i film sono stati prodotti da Rob Tapert, interpretati da Bruce Campbell e diretti da Sam Raimi (DARKMAN, PRONTI A MORIRE, SOLDI SPORCHI): i tre sono amici dai tempi della scuola, e durante l’università dividevano l’appartamento con i fratelli Coen.
Ash (Campbell) è un prode […] commesso dei grandi magazzini che, a causa di un libro sumero maledetto, il Necronomicon Ex Mortis, si ritrova catapultato nel medioevo (così si concludeva LA CASA 2). Dopo essersi fatto rispettare grazie a un fucile, una motosega, e alla sua spavalderia da ragazzotto del Michigan, parte alla ricerca del libro per tornare ai giorni nostri. Ma sbaglia a pronunciare delle parole magiche e scatena così un’armata di morti che, capeggiata da un suo sosia malvagio, parte alla conquista del regno. Ash vorrebbe scappare, ma s’innamora di Sheila (Embeth Davitz, vista anche in SCHINDLER’S LIST), e non gli rimane che improvvisarsi eroe nella più adrenalinica ed esilarante battaglia finale di tutti i tempi.
La forza del film è nel fatto che Raimi (anche sceneggiatore con il fratello Ivan) prende tutti gli elementi del classico cinema d’avventura (il viaggio nel tempo, la bella da salvare, i codardi da trasformare in eroi’), ma rende ogni singola scena folle e imprevedibile grazie a rimandi letterari (il vortice iniziale come
nel MAGO DI OZ, i mini-sosia simili ai lillipuziani di GULLIVER) e citazioni cinematografiche
(la formula Klaatu Verata Nikto viene da ULTIMATUM ALLA TERRA, gli scheletri guerrieri da
IL 7° VIAGGIO DI SINBAD e GLI ARGONAUTI), e arricchendo il tutto con un ritmo scatenato,
carrellate con la cinepresa che sembra impazzita, acrobazie da film di kung-fu, e gag
demenziali che rimandano alle comiche del muto e ai cartoni di Tom & Jerry.
Grande l’interpretazione di Bruce Campbell, che sfrutta la sua lunga preparazione come
mimo e stuntman, rimanendo per sempre legato all’horror e guadagnandosi la fama di miglior attore di B-movies al mondo.
Musiche di Joseph Lo Duca (HERCULES, XENA) e Danny Elfman (BATMAN, I SIMPSON),
fotografia di Bill Pope (MATRIX), ed effetti speciali della Kurtzman, Nicotero & Berger
(DAL TRAMONTO ALL’ALBA).
ARMY OF DARKNESS aveva le carte in regola per sfondare, invece andò incontro a n destino travagliato. Innanzitutto il budget non era sufficiente e Raimi, Tapert e Campbell lo finanziarono di tasca propria. Una volta ultimato soffrì di una certa “invisibilità”, per colpa di liti tra DeLaurentiis, che produceva, e la Universal, che distribuiva nelle sale. Beghe in merito al sequel del SILENZIO DEGLI INNOCENTI (e difatti HANNIBAL sarebbe giunto solo diversi anni dopo). Come se ciò non bastasse, i puristi dell’horror truculento e a basso costo rimasero delusi da questo nuovo Raimi “per famiglie”, che avrebbe poi prodotto un telefilm come HERCULES e diretto kolossal come SPIDER-MAN.
Risultato: L’ARMATA fu un fiasco al botteghino, salvo poi trasformarsi in un megasuccesso in VHS, e questo senza alcuna pubblicità, ma grazie al semplice passaparola tra amici. Successo che ancora intatto, dato che nel 2003 ne è stata tratta una serie a fumetti (purtroppo inedita in Italia)
Già, perché se basta un libro di chimica, con la ricetta della povere da sparo, per arginare gli effetti di un libro in grado di spalancare le porte dell’Inferno, allora è anche possibile che un piccolo film, ignorato dal grande pubblico e snobbato dalla critica, possa ancora, a distanza di anni, far impallidire i vari action-horror-comedy come LA MALEDIZIONE DELLA PRIMA LUNA, VAN HELSING e, ammettiamolo, anche fantasy come HARRY POTTER e IL SIGNORE DEGLI ANELLI. Ad Ash non servono bacchette magiche o anelli fatati per sconfiggere il Male, bastano un fucile, una motosega, un po’ di “zucchero” femminile e sotto a chi tocca. È questo film il vero “tesssoro”!!!

(scritto di mia proprietà presente anche altrove)

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