Recensione su L'amore a domicilio

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Efficaci cambi di tono / 12 Giugno 2020 in L'amore a domicilio

Il film L’amore a domicilio, seconda regia al lungometraggio di Emiliano Corapi, è una commedia romantica che, nonostante alcune pecche e semplificazioni, ha diversi aspetti positivi.
In primis, ho apprezzato la capacità del film di cambiare velocemente ed efficacemente i toni del racconto, passando dalla comedy al dramma, arrivando per il crime, accarezzando la comicità più “svampita”.

Poi, a fronte di qualche problema legato al sonoro in presa diretta, mi sono piaciute le interpretazioni dei vari attori, sia dei protagonisti che dei comprimari. In particolare, bravi Simone Liberati e Miriam Leone (quant’è wow questa ragazza: non vedo l’ora di vederla nei panni di Eva Kant nel Diabolik dei Manetti Bros.). Divertente e correttamente “fastidioso” il criminale francese interpretato dal belga Fabrizio Rongione.

Tra gli aspetti negativi, mi è sembrata un po’ troppo debole la definizione del contesto famigliare di Renato (Liberati), con Renato Marchetti apparentemente troppo giovane per interpretare il padre del ragazzo (e, poi, a parte cucinare cene e fare la spesa, quest’uomo che fa? Lavora? È un baby-pensionato? Vive di una piccola rendita? Della madre di Anna -la Leone- si sa, progressivamente, molto di più, grazie ad alcuni efficaci inserti narrativi).

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