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Recensione su L'amico di famiglia

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“Il mio ultimo pensiero sarà per voi” / 25 agosto 2015 in L'amico di famiglia

Geremia, magistralmente interpretato da Giacomo Rizzo, è un usuraio settantenne tirchio e squallido, solo, porco, meschino e sfruttatore ( ovviamente).
La sua vita monotona va avanti giorno dopo giorno tra la sartoria di cui è titolare e le cure alla madre immobilizzata a letto, con la quale ha momenti di complicità ed affetto ed altri di insofferenza ; minuto dopo minuto sembra quasi di sentire addirittura l’odore della sua casa buia e umida, del lercio cappotto che indossa quasi come una seconda pelle, si prova disgusto e pena allo stesso tempo per l’ondeggiante busta di plastica bianca che porta sempre con sé ( che ha come scopo quello di contenere tutto ciò che riesce a scroccare a destra e a manca) .
Oltre a due gemelli di mezza età che svolgono per lui il ruolo di “scagnozzi”, l’unica altra persona con cui ha un barlume di rapporto amichevole è Gino ( Fabrizio Bentivoglio), cinquantenne triste con la fissazione dell’abbigliamento e la vita da cowboy, sorta di braccio destro che raccoglie per lui le informazioni su coloro che chiedono prestiti.
Tutto prenderà una piega diversa quando una coppia si rivolgerà a Geremia per ottenere una somma destinata al pagamento del matrimonio della figlia, per la quale perderà la testa e, solo apparentemente, la ragione.

Di questo film ho apprezzato tutto, anche il ritmo un po’ lento che trasmette proprio il “sapore” delle giornate tutte uguali all’insegna dell’indigenza (Geremia spende per le sigarette ma non per il cibo o l’abbigliamento), le interpretazioni dei personaggi secondari, la scenografia, tutto.
Tutto tranne Laura Chiatti, espressiva quanto un comodino.
Ma per fortuna non riesce a rovinare il risultato.
Ottimo film, consiglio vivamente.

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