2006

L'amico di famiglia

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L'amico di famiglia
L'amico di famiglia

Dietro la facciata di una sartoria, il laido Geremia gestisce un'attività usuraia, in collaborazione con il nordico Gino, appassionato di musica country. La vita di Geremia subirà un'inaspettata sterzata, quando verrà contattato da un uomo che gli domanda un prestito per organizzare il matrimonio della bella figlia.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: L'amico di famiglia
Attori principali: Giacomo Rizzo, Fabrizio Bentivoglio, Laura Chiatti, Gigi Angelillo, Clara Bindi, Barbara Valmorin, Antonella Salvucci, Marco Giallini, Giorgio Colangeli, Alina Nedelea, Valentina Lodovini, Roberta Fiorentini, Elia Schilton, Luisa De Santis, Barbara Scoppa, Cristian Vitali, Fabio Grossi
Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura/Autore: Paolo Sorrentino
Produzione: Italia
Genere: Drammatico
Durata: 102 minuti

“Il mio ultimo pensiero sarà per voi” / 25 agosto 2015 in L'amico di famiglia

Geremia, magistralmente interpretato da Giacomo Rizzo, è un usuraio settantenne tirchio e squallido, solo, porco, meschino e sfruttatore ( ovviamente).
La sua vita monotona va avanti giorno dopo giorno tra la sartoria di cui è titolare e le cure alla madre immobilizzata a letto, con la quale ha momenti di complicità ed affetto ed altri di insofferenza... continua a leggere » ; minuto dopo minuto sembra quasi di sentire addirittura l'odore della sua casa buia e umida, del lercio cappotto che indossa quasi come una seconda pelle, si prova disgusto e pena allo stesso tempo per l’ondeggiante busta di plastica bianca che porta sempre con sé ( che ha come scopo quello di contenere tutto ciò che riesce a scroccare a destra e a manca) .
Oltre a due gemelli di mezza età che svolgono per lui il ruolo di “scagnozzi”, l’unica altra persona con cui ha un barlume di rapporto amichevole è Gino ( Fabrizio Bentivoglio), cinquantenne triste con la fissazione dell’abbigliamento e la vita da cowboy, sorta di braccio destro che raccoglie per lui le informazioni su coloro che chiedono prestiti.
Tutto prenderà una piega diversa quando una coppia si rivolgerà a Geremia per ottenere una somma destinata al pagamento del matrimonio della figlia, per la quale perderà la testa e, solo apparentemente, la ragione.

Di questo film ho apprezzato tutto, anche il ritmo un po’ lento che trasmette proprio il “sapore” delle giornate tutte uguali all’insegna dell’indigenza (Geremia spende per le sigarette ma non per il cibo o l’abbigliamento), le interpretazioni dei personaggi secondari, la scenografia, tutto.
Tutto tranne Laura Chiatti, espressiva quanto un comodino.
Ma per fortuna non riesce a rovinare il risultato.
Ottimo film, consiglio vivamente.

Eppure esistono… / 3 gennaio 2012 in L'amico di famiglia

Geremia è una delle figure del cinema più squallide e ripugnanti che esistano ma purtroppo nella realtà esisteranno anche. Ma nella sua durezza e cinicità è un bel film che merita di essere visto. Di certo non si ride ma l'argomento non può far altro.

Sorrentino, al suo terzo film, gira una bella commedia amara e grottesca / 4 giugno 2011 in L'amico di famiglia

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

L'amico di famiglia del titolo è un uomo anziano dall'aspetto disgustoso e bizzarro, che se ne va in giro con un braccio perennemente fasciato, una busta della spesa sempre a portata di mano e la testa sovente avvolta da una bandana contenente fette di patate nel tentativo, comunque inutile, di combattere le frequenti emicranie di cui soffre. Il suo nome... continua a leggere » è Geremia, e oltre a doversi occupare della madre invalida, è titolare di una modesta sartoria, anche se la sua attività principale è un'altra: Geremia, infatti, elargisce prestiti alle persone bisognose, pretendendo però la restituzione delle somme donate con tanto di interessi astronomici. In parole povere è un usuraio, anche se lui non ama definirsi così, visto che - dal suo punto di vista, naturalmente - è convinto di rendersi utile alla società. Si crede un beneffattore, insomma, quando invece è uno spietato strozzino. Alla fine però - per la legge del contrappasso - avrà ciò che si merita.
Dopo i sorprendenti "L'uomo in più" e "Le conseguenze dell'amore", Paolo Sorrentino, al suo terzo film, gira una commedia amara e grottesca mettendo al centro del racconto un personaggio, quello di Geremia, sgradevole e aberrante: egli è un essere spregevole, è uno che campa sfruttando le miserie altrui, è un uomo che nemmeno si rende conto della squallida vita che conduce, condannato com'è ad una esistenza triste e solitaria. Il suo unico amico, o pseudo tale, è Gino, un cowboy malinconico che vive in una roulotte scassata. Gino si rivelerà essere un falso amico, dato che alla fine non ci penserà due volte a fregare a Geremia i soldi che quest'ultimo aveva guadagnato nel corso della sua squallida esistenza (a proposito: questo è uno snodo narrativo che ricorda un po' troppo quello del finale de "Il genio della truffa" di Ridley Scott). Sorrentino è un autore ambizioso, lo si può facilmente capire da come usa la macchina da presa (splendida tutta la parte iniziale a colpi di carrelli e ralenti); uno stile, il suo, ricercato e complesso, che però evita abilmente di scadere nella mera esibizione stilistica. Tra gli attori, da segnalare uno straordinario Giacomo Rizzo, che si impossessa del personaggio di Geremia con una facilità impressionante; molto bravo anche Fabrizio Bentivoglio nel ruolo di Gino, cowboy solitario che sogna di scappare nel Tennessee. In conclusione, anche se leggermente inferiore ai primi due film di Sorrentino, "L'amico di famiglia" merita comunque un voto positivo. Ottima la colonna sonora.