Recensione su L'altra sporca ultima meta

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24 Dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Uff.. vabbè.
Inizia dicendoti che è una produzione Mtv e già ti preoccupi. Nonostante ci sia una troppo figa. Che purtroppo scompare subito 🙁 ed era pure insopportabile. É il rifacimento di un classicissimo carcerario-sportivo, Quella sporca ultima meta, e infatti fa capolino in una parte secondaria perfino il buon vecchio Burt Reynolds, protagonista dell’originale, che evidentemente per finire qua a casa sua si stava annoiando ma proprio tanto.
E boh (che come commento in sé forse basterebbe), c’è Adam Sandler giocatore di football americano che finisce in prigione e deve metter su la squadra di carcerati per dargliele alla squadra delle guardie cattive. É pieno di carcerati orribili, enormi e macchiettistici, i neri son grossi e muscolosi e gli parte pure la musica rap sotto, e il rallenti. Le peggio cose. A proposito di rap, uno è pure Nelly, che se ben ricordo è proprio un rapper di quelli tutti uguali e dal mio punto di vista inutili quanto la polvere sotto il mio letto che passano su Mtv. No, almeno la polvere fa capire che bisognerebbe dare una pulita. E che altro, Adam Sandler è Adam Sandler, più di quelle 3 facce da tonno non è che sappia fare, quel che è più notevole invece è che la segretaria del direttore cattivo del penitenziario è nientemeno che Frau Blucher, quella che in Frankenstein Junior di Mel Brooks (che ovviamente non linko perché non si può essere così ignoranti da non saperlo a memoria) spaventava i cavalli ogni volta che ne veniva pronunciato il nome:
Frau Blucher!
E i cavalli: IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIHHHHHHHHHHH!
É proprio lei.
Commozione *_*
Ecco, si salvano le tette all’inizio e lei.

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