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Recensione su Lady Vendetta

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Lady V. / 20 febbraio 2013 in Lady Vendetta

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A mio avviso quello più bello della saga ma è probabile voi preferiate oldboy, nessun problema al riguardo.

Partiamo dal fatto che ogni uomo o donna è forte abbastanza per uccidere un’altra persone ed altrettanto sveglia per farlo. Aggiungiamoci pure che ognuno di noi ha un lato primitivo chi più o chi meno pronunciato ma la pellicola in questione non si ferma a questo. No miei cari e care.
Siamo solo all’antipasto.

Lady Vendetta è semplicemente un film spietato, violento. Quella violenza non gratuita aggiungerei riflessiva. La violenza è interna, fisica e soprattutto psicologica. Unite al tema dell’omicidio, quello della vendetta (caro al regista) con quello della redenzione. Gli ingredienti della pellicola sono questi, ne uscirà fuori “Lady V.” Sintetizzando la storia al massimo direi che Geum-Ja è stata fregata.

Chi è la tizia ? Semplicemente una giovane donna che passa la bellezza di tredici anni in una prigione per un reato che non ha commesso. Ciò manderebbe ai matti 3/4 di noi, ci trasformerebbe in un crogiolo di rabbia-odio-pazzia-violenza.
l’aggravante è che si parla di pedofilia e non sempre l’argomento viene trattato in una pellicola. Dipende anche come viene trattata la materia.
Tutto inizia con un rapimento ma la protagonista non è in galera solo per questo. E’ in galera perché il rapito, un bambino di cinque anni, viene ucciso dal suo amante chiamato Mr Beak. Mr Beak è un suo vecchio insegnante e tiene la ragazza per le palle, il perché lo scoprirete vedendo la pellicola sappiate solo che il tale odia i bambini, e ne accopperà un bel po’, presumibilmente perché sterile. Non viene presentato un “macellaio” ma una persona mite e tranquilla, un professore che ha molto da nascondere. Egli è un mostro. Contrapposto a Mr. Beak abbiamo la protagonista. Dopo più di un decennio all’interno del carcere, dopo essersi fatta passare per una pseudo santa, dopo aver liberato donne oppresse, ucciso a sangue freddo, Geum-ja torna dalle ormai libere compagne di cella per trovare risposta ai favori fatti in passato. Diciamo che tutta la parte nel carcere non è pesante tanto quanto il resto della storia, non mancherà di momenti ironici, se possiamo definirli tali. Quella che apparentemente è bontà, disponibilità, carità e altre parole con la à finale, in realtà si rivela essere vera e propria strategia degna del miglior Principe proposto da Machiavelli, un po’ golpe e un po’ lione.. ma il giochino le costa tredici anni di vita spesi in un carcere. Libera, ripercorre passo dopo passo tutta la strada di Beak e lo rapisce. Il punto è che non ha ucciso solo un bambino, lo ho accennato nelle righe sopra, quindi perché no ? Il tempo non le manca, perché non percorrere passo passo la strada dei genitori vittime del tale ?
Quindi ecco trasformarsi in mostri gli stessi genitori.
A questo possiamo ridurre il film e possiamo interrogarci per ore sull’amoralità dell’uccidere o tentare di uccidere. Semplicemente si parla di un pedofilo e un gruppo di persone che vogliono vendetta.
Vendetta o giustizia spiccia non è importante
Questa è la missione della “dolce Geum-Ja” (appellativo datole proprio in cella per i suoi modi gentili).

DonMax

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