Recensione su La vita è bella

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Gioca anche tu a Cambia la storia e vinci un Oscar / 2 Novembre 2015 in La vita è bella

Cambiamo la Storia,dipingiamo gli USA come portatori di libertà e democrazia,facciamo piangere dei semplicioni che hanno studiato la storia su programmi come Voyager . Ecco qua, non uno ma ben due oscar.Vomitevole.

8 commenti

  1. Ruby Tuesday / 15 Aprile 2016

    Ma non basta le dare 2 ad un film…
    Invece di odiarlo così, quasi a c***o, argomenta il perchè del tuo voto

  2. Lily_Chan / 24 Settembre 2016

    Se vogliamo essere precisi, ne ha vinti 3 di oscar. XD

  3. giasone / 12 Marzo 2017

    con un gigantesco falso storico ha fatto liberare il campo a un carro armato americano. a los angeles hanno gradito parecchio

  4. hartman / 14 Marzo 2017

    e basta con ste critiche vetero-sovietiche…
    qui nessuno discute il contributo dato dall’Unione Sovietica al secondo conflitto mondiale, venti milioni di vite umane per fermare il nazismo sull’importantissimo fronte orientale… però bisogna precisare che:
    a) sì è vero che gli USA sono stati portatori di libertà e democrazia nel ’41-’45 e vorrei vedere chi può sostenere il contrario… forse dei nostalgici del nazi-fascismo;
    b) le armate americane hanno liberato diversi campi di concentramento nazisti tra cui due dei più importanti (Mauthausen e Dachau) e altri come Flossenburg, Falkenau, ecc… solo degli stalinisti possono dare all’Unione Sovietica il monopolio della liberazione dei campi di concentramento…
    è ovvio che nell’immaginario collettivo il lager per eccellenza è Auschwitz, ma in La vita è bella non si parla mai di Auschwitz… nella sceneggiatura il campo di concentramento è quello di Gries, vicino a Bolzano e chi l’ha liberata l’Italia?…
    poi ovviamente ci sono le concessioni all’opera di finzione, ma arrivare a muovere queste accuse è disonesto oltre che poco accurato (alla faccia di quelli che hanno studiato la storia su programmi come Voyager)…

  5. hartman / 14 Marzo 2017

    ps: e comunque a Los Angeles non avevano bisogno di Benigni che dicesse grazie agli americani per la seconda guerra mondiale, visto che la scena della liberazione di un campo di concentramento da parte di soldati americani (quello di Falkenau) si era già vista in Il Grande Uno Rosso di Samuel Fuller…
    film che non vinse nemmeno un Oscar, detto per inciso…

    • Stefania / 14 Marzo 2017

      @hartman: sono d’accordo con te. Personalmente, questo film non mi ha mai ispirato sentimenti pro-Stati Uniti: guardandolo, non ho mai pensato che la nazionalità del carro armato liberatore fosse rilevante. Si tratta di un film che può piacere o meno, questo sì, ovviamente, ma questi tipi di critiche mi lasciano un po’ interdetta, perché non è un film che fa dell’attendibilità storica un punto di forza.
      Per quanto riguarda gli Oscar, ho una convinzione, forse sbagliata, che condivido qui giusto purparlé (con chi ne avrà voglia): checché ne pensiamo, per gli americani siamo sempre gli straccioncelli romantici di De Sica, Fellini e Rossellini (abbastanza recentemente, Woody Allen ce l’ha ricordato bene con To Rome with Love). Una storia toccante e “popolare” come quella di Benigni era pane ideale per i denti dell’Academy per ribadire quanto gli stiamo simpatici, se rientriamo nei loro stereotipi: ah, il dolore gioioso degli italiani brava gente! Sarò cinica, sbaglierò, però… mah.
      Tra l’altro, mi rendo conto che parlo davvero per parlare 😀 non ho visto nessuno degli altri film candidati quell’anno all’Oscar per il film straniero : non so se, oggettivamente, il film di Benigni meritasse o meno, rispetto ai suoi diretti concorrenti.

      • hartman / 14 Marzo 2017

        sono d’accordo @stefania sul fatto degli stereotipi… ma gli americani sono fatti così, chi è fuori dal loro paese diventa automaticamente uno stereotipo e in particolare lo sono gli europei…
        comunque concordiamo sul fatto che le critiche mosse contro questo film, soprattutto dal punto di vista dell’attendibilità storica, siano pretestuose (oltre che infondate, come mi sembra di aver dimostrato fatti alla mano)…
        poi, come dici, il film può piacere o meno…
        quanto a De Sica c’era stata la famosa polemica con Andreotti del “i panni sporchi si lavano in famiglia”… ma è innegabile che così ci vedevano gli americani liberatori a quei tempi…

        • Stefania / 14 Marzo 2017

          @hartman: uh, hai ragione, la questione De Sica-Andreotti, emblema(tica) dell’ipocrisia andreottiana e, di riflesso, democristiana… In sintesi: “Facciamo finta di non vedere quel che c’è e, se proprio dobbiamo parlarne, che non si sappia fuori dall’uscio” 🙂

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