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La vita è bella

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La vita è bella

Gioca anche tu a Cambia la storia e vinci un Oscar / 2 Novembre 2015 in La vita è bella

Cambiamo la Storia,dipingiamo gli USA come portatori di libertà e democrazia,facciamo piangere dei semplicioni che hanno studiato la storia su programmi come Voyager . Ecco qua, non uno ma ben due oscar.Vomitevole.

Capolavoro / 12 Agosto 2015 in La vita è bella

Un film divertente a metà e tragico a metà.
Dopo aver visitato il campo di concentramento di Dachau, tutto assume un altro valore, un’altra importanza.
Una pagina triste, crudele e folle, raccontata con estrema bellezza da Benigni.

Comicità ed emozione / 17 Giugno 2015 in La vita è bella

Avrà anche i suoi limiti e le sue pecche ma è un film che trasmette emozione

25 Aprile 2015 in La vita è bella

Benigni sempre geniale

16 Settembre 2014 in La vita è bella

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ne ho sempre sentito parlare bene, ma prima dei miei 19 anni non mi è mai capitato di vederlo, sarà perché era un film italiano (ormai quello che ci propinano è quasi sempre un cinepanettone o una commediola), sarà perché c’era Benigni e a me non fa esattamente impazzire, sta di fatto che mi ha colpita in positivo, la mia parte preferita è quella del corteggiamento! Ora non lo ricordo perfettamente perché l’ho visto qualche anno fa, comunque il finale ti lascia un pò con l’amaro in bocca, non tanto perché muore, ma per come l’hanno reso, uno sparo, non lo fanno vedere e lui non torna più, quasi ci si spera che sbuchi da dietro quel muro

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25 Marzo 2013 in La vita è bella

Non è la realtà.
Il film è al limite del credibile, credete che in una situazione simile un bambino non si accorga di essere in un campo di concentramento ?
Un’utopia.

Purtroppo, che ci crediate o meno, i bambini erano i primi ad essere infilati in un forno crematorio.

Perdonatemi se sono così critico verso questo film.
Spero di non aver urtato la vostra sensibilità.

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17 Marzo 2013 in La vita è bella

Buongiorno principessa, spero che per te lo sia davvero, perché per me lo sarà di certo. Da quando ti ho vista quella mattina non ho fatto altro che pensare a te, ogni istante della mia vita, da quando la mattina apro gli occhi a quando la sera li chiudo, e poi, ti sogno ogni notte. Avevo paura di parlare con te, ma poi ho scoperto che invece era meraviglioso farlo. So che non potrò essere il tuo principe, ma sono felice anche solo di sapere che esisti, quindi… buongiorno principessa.

Le musiche di Nicola Piovani potrebbero riassumere tutto il film. Lo stile del compositore lo conosciamo bene, essendo stato l’autore di musiche già per Nanni Moretti (“Caro Diario” e “La messa è finita”) e Federico Fellini (“La voce della luna”). Si passa velocemente da accenni di musica leggiadra, limpida, serena, a sprazzi di musica drammatica, una serie di sensazioni che solo il pianista sa dare. E forse è anche così “La vita è bella”, il film più famoso di Roberto Benigni, quello che lo ha consacrato come nome di spicco della cinematografia italiana, europea e mondiale. Nel film assistiamo gradualmente ad un rovesciamento e paradossalmente allo stesso tempo allineamento di due differenti storie, eppure unite da un filo conduttore unico. L’amore. L’amore per una donna, che è quello che muove la prima delle due parti dell’opera, la donna è Dora, una splendida ma impacciata Nicoletta Braschi, insegnante in una scuola elementare, di cui Guido/Benigni, è follemente innamorato. Innamorato a tal punto che farà qualunque cosa pur di rimanerle vicino, pur di tentare di farle capire i suoi sentimenti, fino a che lei capirà, ricambierà e i due si sposeranno. Questa prima parte è forse la migliore del film: è invasa da un’aura magica, di completa meraviglia, dono tranquillità, trasmette in un certo modo, un senso di dolcezza assoluta, né troppo mielosa, né troppo aggressiva, dolcezza al punto giusto. La storia è quella, tipica, di un uomo povero che si innamora di una donna che si sta per sposare con un uomo ricco, che per giunta, odia questo uomo povero. Anzi, l’odio è reciproco. Ma alla fine, anche il personaggio che prende le sembianze dell’antagonista nella storia d’amore deve arrendersi all’amore stesso, e alla dolcezza. E’ pieno di dolcezza il personaggio di Guido, un giovane ebreo che si trova ad Arezzo. Il Benigni attore riscatta completamente le sue inevitabili pecche da regista, riuscendo a trasfigurare la sua solita maschera da saltimbanco, che è comunque immancabile, rendendola più idonea al contesto trattato, specialmente nella seconda parte del film. Seconda parte che narra della deportazione in un lager nazista di Guido e di suo figlio Giosuè, nato, naturalmente, da Dora. E qui avviene, l’ormai celeberrima, recita di Guido, che dovrà fingere che tutto l’orrore dell’Olocausto e dei campi di concentramento sia solo un gioco, per rendere il tutto meno duro e traumatizzante per il bambino. Anche qui l’amore è quello che tiene in gioco tutta la recita: l’amore per il proprio figlio, il voler evitare di renderlo esposto ai pericoli di cotanta perfidia e idiozia umana. Il volerlo in un certo senso proteggere. Una scommessa vincente il sesto film di Benigni: tentare la carta del tragicomico, con una sceneggiatura originale, anche se riprende in un certo senso, sia nei toni che nelle ambizioni, la recitazione di Charlie Chaplin, tragica e comica insieme. Viene da pensare ad esempio, che so, a “Il Grande Dittatore”, che è un capolavoro proprio di tragicommedia artistica. Ma naturalmente non si debbono fare paragoni assurdi, anche perché il film di Benigni ne uscirebbe completamente distrutto. “La Vita è Bella” è un esperimento interessante e riuscito da parte del regista, che rischia anche moltissimo nel repentino cambio di storia, di tono, di luci, passando da una storia patinata, da sogno, come quella d’amore con Dora, a una di morte, di distruzione come quella nel lager tedesco. Da notare la sensibilità artistica con cui Benigni accompagna tutta la seconda parte della storia, e la leggerezza, che non va confusa con superficialità, con cui fa passare tutto l’orrore dell’Olocausto, rendendo gli spettatori quasi ignari, come il bambino Giosuè: e proprio in questo gioco di detto e non detto, di maschere, lo spettatore si ritrova smarrito, bambino, tale è l’abilità di Benigni nella recita. Sebbene abbia moltissimi pregi, non si possono nascondere anche i molti difetti dell’opera. Il Benigni regista molte volte è grezzo oltre il limite e qui forse è in una delle sue peggiori performance dietro la macchina da presa. Stavolta, la strabordante comicità dell’attore toscano, che viene tenuta a freno, spesso e volentieri, non basta a riscattare una prova registica poco soddisfacente. Altro punto di debolezza, il fatto che alcune scene appaiano forzate, quasi a ricercare la risata a tutti i costi, la sdrammatizzazione non sempre riesce bene, e in alcuni tratti a Benigni la storia scappa di mano. Immeritate le critiche del popolo ebraico, sul fatto che il Robberto nazionale abbia trattato la Shoah con superficialità: grazie a questo film, molti genitori hanno risolto il dramma di dover raccontare ai figli della Shoah. A parte la semplice ironia, le critiche sono davvero inutili e stupide: l’orrore non può che essere trattato come orrore ed è giusto così, ma il toscano si pone davanti l’obiettivo di rendere il tutto più docile per il proprio bambino, per non fargli conoscere l’orrore, per renderlo magari più felice. Non è superficialità, anzi. Benigni tratta la Shoah come un orrore vero e proprio, anzi, fa tanto schifo e paura, da dover essere mascherata come una recita, per non mostrarla. Io sono sempre stato abbastanza critico con Benigni, e devo ammettere di non aver mai apprezzato nella sua completezza l’opera, che non è né perfetta, né un capolavoro come spesso si dice. Ma resta comunque un film commovente, dolce fino a far piangere, importante per la nostra cinematografia, che ci ha regalato anche degli Oscar e un premio della giuria in quel di Cannes. Il film si conclude magnificamente, su un carro armato Giosuè abbraccia la madre e urla “Abbiamo Vinto!”. Si, abbiamo vinto.

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31 Gennaio 2013 in La vita è bella

Bello, tenero, rispettoso della storia pur con tutti gli adattamenti necessari a un film che storico non è. Il sacrificio del padre, che protegge il figlio dagli orrori del campo di concentramento, e così facendo ne salva la vita e la mente, è inserito in un quadro in cui l’eroismo morale risalta a confronto, per esempio con l’abiezione del dottore nazista il cui unico pensiero è la sua incapacità di risolvere un indovinello.
Un film che rivela una nuova perla ogni volta che lo si guarda.

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Il film più geniale che abbia mai visto. / 28 Gennaio 2013 in La vita è bella

Ho sempre amato Benigni, sin da piccola, ma mai così tanto come dopo questo film, che è il massimo. 10 pieno.

26 Gennaio 2013 in La vita è bella

Non ho mai apprezzato particolarmente Benigni, non ho mai amato la sua comicità(che trovo a tratti piuttosto volgare e becera), non ho mai amato i suoi film, ma questa volta devo ammettere che ha realizzato un piccolo capolavoro.
Lo considero tale per il modo dolce e amaro con cui affronta un argomento così terribile come l’Olocausto, per il sorriso che ci dona che, molto spesso, si confonde con il pianto, per come è stato da lui diretto e interpretato(è stata una delle pochissime sue interpretazioni che ho apprezzato), per le splendide musiche, per l’innocenza e la delicatezza del figlio Giosuè che mi ha fatto piangere come una bambina, per il significato profondissimo e allo stesso tempo complicato che ci vuole mandare, sul quale si potrebbe scrivere un trattato di filosofia, per la fotografia, per il titolo, ma soprattutto per il terribile connubio tra la disperazione che ti assale dinanzi a certe scene e la flebile speranza che fa capolino alla fine come un pallido sole dopo un lungo temporale.
Uno dei film più belli, toccanti, dolce-amari, struggenti e poetici che abbia mai visto e ve lo dice una che Benigni lo prenderebbe volentieri a mazzate sulle gengive dalla mattina alla sera.
Per coloro che lo ritengono sopravvalutato, provate a guardarlo con il cuore e poi giudicate.

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Dire che è un autentico capolavoro è riduttivo. / 20 Novembre 2012 in La vita è bella

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo non è un film qualsiasi, è IL film per eccellenza. E’ quello che fin dal bambina mi ha fatto capire il senso della vita e che mi ha condotto verso alcuni punti di vista che tutt’ora mantengo costantemente. L’argomento trattato (quello principale, è risaputo che la vita è bella contiene svariate sfaccettature, non soltanto una), da quando ho visto per la primissima volta questo meraviglioso film, è diventato il mio autentico cavallo di battaglia.
Un argomento che mi tocca nel profondo.
Vorrei dire un enorme GRAZIE a questo film che mi ha dato tantissimo, che mi ha insegnato tanto.
E a questa frase…
“Questa è la mia storia, questo è il sacrificio che mio padre ha fatto, questo è stato il suo regalo per me.”
…fiumi di lacrime.

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Il tempo passa per tutti / 3 Settembre 2012 in La vita è bella

Quando uscì gridavo commosso al capolavoro, come molti.
Se poi ti capita di rivederlo, ti accorgi che le “emozioni da sala” costituivano tanta parte del film; rimane intatta la bellezza, anche se l’aura di immortalità un po’ si affievolisce (e forse non è un male, dopotutto…); ma insomma, diamine, il miglior Benigni sicuramente! La scena della traduzione dal tedesco è un gioiello.

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Poetico / 29 Agosto 2012 in La vita è bella

Lo considero il nostro ultimo grande film.
Incredibilmente poetico, dolce, divertente. Le lacrime, inevitabilmente, scorrono a fiumi…ma rimane la speranza. Assolutamente da vedere e rivedere, un capolavoro.

26 Agosto 2012 in La vita è bella

La cosa più stupefacente è che questo film abbia vinto un Oscar NONOSTANTE Nicoletta Braschi.

Film assolutamente meraviglioso e incredibilmente poetico. / 9 Marzo 2012 in La vita è bella

Ho visto il film decine di volte, e ogni volta rimango come una scema a guardare i titoli di coda con il groppo in gola e le lacrime agli occhi. Questo per dire che “La vita è bella” è una rivisitazione dell’olocausto assolutamente non in chiave tragicomica, ma ancora più drammatica degli altri film che lo hanno trattato, tranne credo Schindler’s List. Gli espedienti e le bugie che il padre di Giosuè si inventa non solo per salvare la vita al bimbo, ma anche per non fargli percepire la realtà, sono solo apparentemente comici: nascono invece dalla profonda coscienza della drammaticità dell’esperienza e da un totale e incondizionato amore verso il figlio e la moglie (per la quale rischia la vita sua e di Giosuè gridando al microfono “Buongiorno principessa”). Ci sono numerose scene in cui si avverte forte il pericolo che il bambino sia scoperto, e di certo non sono comiche… Non capisco quelli che denigrano questo film negandone il carattere drammatico e affermando che Benigni abbia solo sfruttato l’olocausto per fare un film che facesse incassi: per me ha fatto semplicemente un film geniale, poetico e insieme terribilmente drammatico. Credo che i film vadano giudicati a prescindere dalle opinioni personali sui protagonisti, soprattutto se sono capolavori come questo…Infatti, per me resta uno dei migliori film mai prodotti nonostante pensi che Nicoletta Braschi sia una pessima attrice, come ha dimostrato anche in questo film.
Un film da 10 stelle, tante lacrime e la voglia di vederlo, vederlo e rivederlo ancora, sempre.

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Benigni da Oscar / 27 Febbraio 2012 in La vita è bella

Si. Benigni quell’Oscar se lo e meritato.
Con grande maestria questo film riesce a mescolare la speranza, la disperazione, le risate amare.
Ho visto questo film boh, non so quante volte, e nonostante mi sforzi a non piangere, arrivo al finale con le lacrime che mi sgorgano copiose, tipo fontana.
Film stupendamente fantastico.

Drammatico/Commedia / 12 Febbraio 2012 in La vita è bella

Sono nuova del sito e stavo inserendo i miei “classici”, quelli che non mi stanco mai di vedere…
Mi è caduto l’occhio sui generi a cui appartiene questo film: drammatico e commedia… E’ questo paradosso la forza di questo capolavoro che racconta del coraggio di un padre in un periodo storico terribile, ma con la leggerezza dello sguardo di un bambino…

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22 Dicembre 2011 in La vita è bella

Benigni ha fatto un film stupendo. Si ride e si rimane con il groppo in gola visto l’argomento trattato. Bellissimo film anche se (personalmente parlando) su questo tema il top lo raggiunge solo il film Train De Vie, ma indubbiamente non si può assolutamente discutere su questo capolavoro.
Imperdibile!!!

Un’opera d’arte / 24 Ottobre 2011 in La vita è bella

Meraviglioso. Un’opera d’arte! E’ l’unico film che vedrei e rivedrei centinaia di volte senza mai stancarmi ed emozionandomi ogni volta. E’ il film perfetto: si ride fino alle lacrime, ci si commuove (anche qui fino alle lacrime!), ci si emoziona, ci si stupisce… Splendida la storia, splendido Benigni che affronta il tema dell’olocausto come mai nessuno aveva fatto prima e raccoglie il maggiore successo della sua carriera che lo consacra divo mondiale.
Un commento a parte merita poi la colonna sonora magnifica di Nicola Piovani: un gioiello, un piacere unico!
Capolavoro di assoluta bellezza!

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Capolavoro / 21 Ottobre 2011 in La vita è bella

Film perfetto…non mi stanco mai di riguardarlo!
Ogni volta che lo passano in TV me lo vedo e, ogni volta, piango inesorabilmente…non si può non vedere!

FANTASTICO / 15 Ottobre 2011 in La vita è bella

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un Benigni eccezionale racconta le atrocita’ del Nazismo agli Ebrei. Dopo essere stato imprigionato in un campo di concentramento con il figlio piccolo e la moglie (separata dai 2) cerca di tranquillizare il bimbo fingendo che il tutto sia un gioco per arrivare alla vittoria di un carroarmato.. commovente,toccante in poche parole ECCEZIONALE

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