Recensione su La verifica incerta

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La verifica incerta / 2 Maggio 2020 in La verifica incerta

“Verifica incerta” è un film sperimentale di Alberto Grifi e Gianfranco Baruchiello o meglio, un collage film. In questo mediometraggio infatti i due cineasti prendono filmati di repertorio di B-Movies americani anni ’50 e ’60, rimontandoli in maniera tale da renderli irriconoscibili. L’effetto anticipa di 20 anni “Blob”, il programma di Rai 3.
Troviamo infatti una sorta di dissacrazione della società dell’immagine nei continui stacchi ed entrate in scena di personaggi completamente slegati fra loro, in una sorta di gioco dadaista. Si evidenzia l’aspetto farsesco del mondo cinematografico tradizionale, dove l’immagine vuole proporsi come reale ma allo stesso tempo non è vita vissuta(vd. Carmelo Bene, “Nostra signora dei turchi”). L’influenza della pop art di Andy Warhol e Linchestein è notevole. Notevole è il finale con il “The End” che continua a riproporsi senza una fine; forse rappresenta l’illusione dell’uomo moderno, che desidera smaniosamente che quei “15 minuti di notorietà” non abbiano in realtà mai una fine, solo un eterno inizio.

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