La tregua

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La tregua

Dall'omonimo romanzo biografico di Primo Levi. Nel gennaio del 1945, stretti dall'esercito sovietico e da quello angloamericano, i nazisti abbandonano i campi di concentramento, tentando di distruggere il maggior numero possibile di tracce relative alle atrocità commesse al loro interno. I prigionieri dei campi vengono chiusi al loro interno ed abbandonati.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: La tregua
Attori principali: John TurturroMassimo GhiniRade ŠerbedžijaRoberto CitranClaudio BisioAndy Luotto, Lorenza Indovina, Stefano Dionisi, Igor Bezgin, Teco Celio, Marina Gerasimenko, Franco Trevisi, Agnieszka Wagner, Aleksandr Ilin, Vyacheslav Olkhovskiy, Anatoli Vasilyev, Tatyana Cherkasova, Federico Pacifici, Ernesto Lama, Gerda-Maria Jürgens, Kaspar Weiss, Vitali Rosstalnoy, Joachim Wormsdorf, Konstantin Artyomenko, Igor Chernitskiy, Valentina Derbasova, Oleksandr Grinko, Tatyana Yelchyuk
Regia: Francesco Rosi
Sceneggiatura/Autore: Tonino Guerra, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Francesco Rosi, Primo Levi
Colonna sonora: Luis Bacalov
Fotografia: Pasqualino De Santis, Marco Pontecorvo
Costumi: Alberto Verso
Produttore: Véra Belmont, Leo Pescarolo, Guido De Laurentiis
Produzione: Francia, Germania, Italia, Svizzera
Genere: Drammatico, Storia, Biografico
Durata: 125 minuti

La tregua di Primo Levi, ultimo film di Rosi / 17 Gennaio 2017 in La tregua

Una trasposizione con qualche licenza del secondo romanzo di Primo Levi, che insieme a Se questo è un uomo (la cui poesia è citata nel finale), costituisce il più celebre dittico di testimonianze dirette di un italiano vittima del dramma dell’olocausto.
Circa vent’anni prima Rosi aveva già tratto un altro film (Cristo si è fermato ad Eboli) da un romanzo di un altro Levi (Carlo), incentrato sulle persecuzioni fasciste durante il Ventennio.
La tregua, assolutamente onesto nei suoi propositi e poco tendente alla spettacolarizzazione, è stato ingiustamente maltrattato dalla critica. Non è per nulla male, infatti, l’interpretazione del protagonista di John Turturro. Non è male la regia e nemmeno la fotografia di un grande come Pasqualino De Santis, che morì durante le riprese.
Eccezionali, in particolare, i primi minuti che ritraggono la liberazione da parte dei russi. Più lineare il seguito, che vede via via partecipare una serie di discreti caratteristi (tra cui un Claudio Bisio che negli anni non ha mai cambiato il suo modo di recitare).
L’ultima pellicola firmata da Francesco Rosi ha avuto la sfortuna di uscire nello stesso anno di La vita è bella, fenomeno mediatico e cinematografico di ben altra portata, che ha finito per offuscare una storia, quella di Levi, che è arrivata troppo tardi sul grande schermo, quando sulla Shoah era già stato detto davvero di tutto e si puntava a qualcosa di nuovo. Quel qualcosa che Benigni sarà in grado di regalare a pubblico e critica.

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7 Giugno 2012 in La tregua

Devo rileggermi il romanzo di Primo Levi ma credo che questa trasposizione sia fedele.

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