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Recensione su La terza madre

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Deludente conclusione della Trilogia delle Tre Madri / 1 gennaio 2013 in La terza madre

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

In un cimitero di Viterbo viene rinvenuta un’urna che, una volta aperta, scatena un’ondata di terrore e morte sulla città di Roma, invasa dalle streghe della più potente e temibile delle Tre Madri dell’Inferno, Mater Lacrimarum. Una studentessa di archeologia, Sarah Mandy, scoprirà di essere l’unica a poterla contrastare in quanto dotata di poteri di magia bianca, ereditati dalla madre.
Cominciata con quel piccolo capolavoro horror che è “Suspiria” (1977) e proseguita, senza infamia e senza lode, con l’horror corale “Inferno” (1980), la trilogia sulle Tre Madri di Dario Argento si conclude e tocca il suo punto più basso. In parte “La terza madre” conferma la crisi del cinema di Dario Argento (che già si avvertiva fin dai tempi di “Trauma”, datato 1993), sempre meno innovativo nella ricerca della paura, nella creazione degli effetti speciali (nonostante la collaborazione fedele dell’ottimo Stivaletti, nel suo team dai primi anni ’80) e nelle invenzioni figurative: pare che il regista romano si sia preoccupato soltanto di chiudere il ciclo, riducendolo ad un carosello di ammazzamenti totalmente privo di senso, col risultato di provocare più il disgusto dello spettatore che non la suspense e la tensione, elementi fondamentali dei suoi primi film. Dall’altra, il film pare adeguarsi ai livelli (piuttosto infimi) del nuovo cinema horror commerciale degli Anni Duemila, cosa ancora più grave se si pensa che è a dirigerlo è uno dei più celebri e apprezzati (all’estero in primis) tra i registi di genere italiani ancora in attività, che ha i tra i suoi meriti in una lunga carriera quello di aver codificato definitivamente il thriller all’italiana sulla scia di Mario Bava. E come se non bastasse, il film (girato in inglese) ha un’edizione italiana mediocre con dialoghi al limite del ridicolo. Peccato perché gli aficionados ritroveranno due vecchie “leve” del cinema argentiano come Daria Nicolodi (ex compagna del regista e protagonista di numerosi suoi film, nonché madre di Asia Argento) e Udo Kier, già apparso in “Suspiria” in un altro ruolo.

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