Recensione su La tenerezza

/ 20176.352 voti

Quando la moglie è in fattanza / 12 Giugno 2017 in La tenerezza

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un tizio ha appena avuto un infarto, si alza dal letto d’ospedale e torna a casa. FAUX! Nonono, non ti alzi appena avuto l’infarto. Poi come mai hai avuto un infarto e stai in stanza con un tizio giovane, boh. Vabbè, è Lorenzo, fu avvocato imbrogliazzeccolli incarognito. Rughe rughe rughe, vita vita, dure dure, scale scale, pant&pant. Attraversa una Napoli dalle mura decadenti e sporche e spugnose di vita, ha due figli che detesta, ricambiato. Una è la Mezzogiorno, che fa la traduttrice in tribunale e però mentre traduce pretende di dire anche al giudice cosa è giusto e cosa no, insopportabile, perché lei sa/sente le voci/scopa duro. Ahah, non, c’était pour rire. Lollo parla solo col nipote, che lo piglia pure per il c**o – oh, non so voi, ma se io mai a 8 anni avessi provato a dire “tu sei pazzo” a mio nonno, non dico che mi avrebbero picchiato come un tamburo ma ci siam capiti. Sul pianerottolo trova la Ramazzotti, che si chiama Michela ed è bella svalvolata/stupida però tanto spontanea e dddolcina (che è un po’ il suo ruolo ormai). Nota che la benzina narrativa in questo frangente è lei che ogni giorno riesce nell’impresa di chiudersi fuori dalla porta dell’appartamento, invariabilmente. Così capiscc’, siam qua, facciamo amicizia. Lorenzo conosce la famiglia di Michela, il marito Fabio (Germano al culmine dei suoi tictac BOOM!) e i figli. E già lì mi chiedevo come facessero questi figli ad essere ancora vivi, con due genitori così. E-INFATTI. Non che restino in molti, ma ricomposizione finale. Faticoso finisce per essere il viaggio di Amelio verso la tenerezza promessa dal titolo. Perché è difficile, le vicende delle vite s’ingarbugliano e le incomprensioni e Tiromancino e bla, e alla fine tutti odiamo tutti e non sappiamo perché epperò dai gli vogliamo anche bene però in effetti, mica glielo possiamo dire. Ci vuole la tragedia che lo sfiora, a smantellare il muro di (quello che ormai per me è) Lollone!, a riportarlo alla vita e al provare sentimenti smarriti in un bosco che poi era stato pure tagliato e sparso il sale. T’ho detto, uno stress. E comunque c’è pure Maria Nazionale, uè, nel ruolo praticamente del Papa, da cui tutti vanno e baciolemani.

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